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Germania: chiusi i conti bancari dell’Unione vittime del nazismo e della federazione degli antifascisti

Quattro organizzazioni berlinesi legate all’Unione dei perseguitati dal regime nazista/Federazione degli antifascisti (VVN-BdA), i cui conti correnti erano gestiti presso la banca tedesca Postbank, hanno ricevuto comunicazione della cessazione imminente di tutti i servizi bancari. L’associazione regionale e tre enti senza fini di lucro affiliati dovranno trovare alternative entro il 31 marzo 2026. Markus Tervooren, amministratore delegato della VVN-BdA berlinese, ha dichiarato che non sono state fornite motivazioni: tutti i conti bancari dell’associazione delle vittime del nazismo e della federazione antifascista saranno chiusi senza possibilità di appello.

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Perché i conti della federazione degli antifascisti e dell’Unione delle vittime perseguitate dal nazismo sono stati chiusi? 

In assenza di motivazioni ufficiali, sia i diretti interessati che i media tedeschi hanno speculato sulle possibili ragioni che avrebbero spinto la Potsbank ad agire. Una prima ipotesi riguarda la lista delle sanzioni statunitensi, che mirano proprio a smantellare le organizzazioni antifasciste non solo negli USA, ma in tutto il mondo. Fra le associazioni contro le quali Washington ha deciso di agire c’è anche un gruppo denominato “Antifa Ost“. Analoghe chiusure hanno già colpito l’organizzazione di assistenza Rote Hilfe e la Sparkasse Göttingen ha giustificato simili provvedimenti proprio con collegamenti a entità sanzionate. Il tribunale regionale di Göttingen ha però sospeso temporaneamente quella chiusura tramite procedimento d’urgenza, con giudizio definitivo ancora da emettere.

Un’ipotesi alternativa riguarda una riorganizzazione del portafoglio clienti da parte della Postbank, orientata verso maggiore redditività. Tervooren ha evidenziato come gli istituti bancari possano interrompere rapporti commerciali anche senza fornire giustificazioni, diversamente dalle casse di risparmio vincolate dalla natura di enti pubblici. I tentativi di dialogare con i vertici della Postbank non hanno prodotto risultati. L’associazione sta considerando azioni legali contro le disdette.

Le associazioni cercano alternative

L’associazione regionale mantiene un rapporto attivo con una cassa di risparmio, opzione non disponibile per le tre organizzazioni affiliate. La necessità di individuare rapidamente nuovi partner bancari si fa pressante data la scadenza imminente. Tervooren ha sottolineato come la situazione comprometta le attività ordinarie delle associazioni.

Né Postbank né Deutsche Bank hanno rilasciato commenti alla richiesta di chiarimenti formulata dal quotidiano taz. Entrambe le istituzioni hanno scelto il silenzio sia sulla vicenda specifica sia sulla critica relativa al contrasto tra il passato della casa madre e le conseguenze attuali per le associazioni antifasciste.

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