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Aumentare le accise sul tabacco per finanziare la sanità: la proposta di CDU ed SPD

Le assicurazioni sanitarie pubbliche in Germania sono in crisi perenne ormai da anni: il costo mensile per gli assicurati aumenta, i servizi coperti peggiorano, ma le aziende lamentano comunque perdite per miliardi di euro. Questo nonostante la sottoscrizione sia obbligatoria per tutti e soltanto chi ha un reddito alto possa permettersi di prendere in considerazione le opzioni private. Sta di fatto, che questo settore risulta eternamente sull’orlo del collasso. L’ultima proposta di alcuni membri della CDU, della CSU e dell’SPD per salvarle consiste in un ulteriore aumento delle accise sul tabacco, i cui proventi dovrebbero andare a risanare le casse disastrate delle assicurazioni. Parallelamente, emerge l’ipotesi di un taglio dell’aliquota IVA applicata ai farmaci.

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Il peso sanitario ed economico del tabagismo

Hendrik Streeck, commissario federale per le droghe ed esponente della CDU, ha quantificato l’impatto del tabagismo sul Paese. Ogni anno si contano circa 131.000 decessi riconducibili a questa abitudine. I costi diretti per il sistema sanitario superano i 30 miliardi di euro. A questi si aggiungono perdite economiche indirette vicine ai 70 miliardi. In un’intervista al tabloid Bild, Streeck ha sottolineato la necessità di riaprire il dibattito sulle accise che vengono imposte a tutti i prodotti del tabacco. Streeck ha respinto l’idea che si tratti di una misura punitiva o in qualche modo “morale”, ricordando che, stando ai dati fin qui raccolti sulla base degli ultimi anni, una tassazione più elevata riduce effettivamente i consumi, con effetti positivi per la salute pubblica. Hendrik Streek aveva già fatto molto discutere, lo scorso novembre, con la proposta di evitare la prescrizione di cure troppo costose ai pazienti molto anziani, allo scopo di ottimizzare la spesa del sistema sanitario.

Aumentare le accise sul tabacco per abbassare l’iva sui farmaci?

Hans Theiss, parlamentare della CSU con delega alla sanità, suggerisce che l’aumento del carico fiscale sul tabacco vada a finanziare l’abbassamento dell’IVA sui medicinali dal 19 al 7 per cento. Secondo i suoi calcoli, riferiti sempre a Bild, tale riduzione libererebbe risorse fino a sette miliardi di euro annui per le assicurazioni sanitarie pubbliche, con un rincaro di due euro per pacchetto di sigarette. Karl Lauterbach, ex ministro della salute per l’SPD, ha espresso sostegno all’iniziativa. Un inasprimento della tassazione provocherebbe un calo nei consumi, mentre le entrate supplementari potrebbero essere convogliate verso il sistema sanitario.

Andreas Storm, presidente del consiglio di amministrazione della DAK, ha rilanciato la stessa proposta in un’ottica temporale definita. Per mantenere invariati i contributi dell’assicurazione sanitaria pubblica nel 2027, ha caldeggiato la riduzione dell’IVA su farmaci e medicinali al 7 per cento. Per contro, dovrebbero salire le imposte non solo sul tabacco, ma anche sulle bevande alcoliche.

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