Merz vuole mediare con Trump dopo minacce sui dazi. Duro Klingbeil: “La misura è colma”
Dopo le recenti minacce di dazi da parte del presidente statunitense Donald Trump, nell’ambito del contenzioso sulla Groenlandia, il governo di Merz si muove per contenere il conflitto e sceglie un registro conciliante.
“Vogliamo semplicemente provare a risolvere questo problema insieme” ha dichiarato il cancelliere tedesco durante un evento della CDU. Merz ha inoltre annunciato l’intenzione di tentare un colloquio con Trump mercoledì, ai margini del Forum economico mondiale di Davos.
La reazione prudente di Merz alle minacce di dazi di Trump
Il cancelliere ha sottolineato che tra gli europei ci sia ampio consenso sul fatto che ulteriori minacce di dazi indebolirebbero perniciosamente le relazioni transatlantiche e potrebbero comportare anche il rischio di un’escalation.
Il cancelliere ha inoltre chiarito che il suo obiettivo è reagire in maniera prudente e adeguata alle minacce di Trump, facendogli peraltro capire che i dazi non colpirebbero solo gli europei, ma anche i consumatori americani. Ha tuttavia anche avvertito che l’UE interverrà con adeguate contromisure, se si renderà necessario.
Klingbeil adotta toni più duri: “La misura è colma”
Il vicecancelliere Lars Klingbeil (SPD) ha assunto invece toni più decisi deciso. “Il limite è raggiunto”, ha infatti dichiarato. L’accordo sui dazi tra UE e USA è al momento congelato, mentre i dazi europei sugli import statunitensi, sospesi fino al 6 febbraio, potrebbero essere reintegrati.
Intanto, altri leader europei si spingono ancora oltre, nella dialettica con il presidente degli Stati Uniti. È il caso ad esempio del presidente francese Emmanuel Macron, che ha evocato il cosiddetto “bazooka commerciale”, uno strumento che l’UE potrebbe utilizzare autorizzando adeguate misure di ritorsione, ove singoli Stati membri subissero pressioni mirate dagli USA.
Origine del conflitto sui dazi
Donald Trump aveva annunciato dazi punitivi contro otto Paesi europei, tra cui la Germania, nella giornata di sabato. Dal 1° febbraio dovrebbero essere previsti dazi aggiuntivi del 10%, il che porta la cifra al 25%, a partire da giugno.
La misura è legata alla volontà di Trump di acquisire la Groenlandia e alla successiva frizione con l’Europa a riguardo. Siccome la Groenlandia appartiene alla Danimarca, che è membro del Patto Atlantico, diversi Paesi europei della NATO hanno infatti inviato militari per una missione di ricognizione sull’isola e questo ha riscaldato il clima. Anche la Germania aveva inviato dei soldati (tredici, per la precisione), sebbene li abbia già ritirati, cosa che è stata interpretata da alcuni come una concessione al presidente statunitense.




