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Amburgo: pensionato raccoglie i vuoti a rendere e gli detraggono l’importo dal sussidio

In Germania si fa grande uso dei vuoti a rendere (Pfand), che possono essere convertiti in contanti o voucher spendibili. Per tutte le famiglie è normale riportare al supermercato le bottiglie che si consumano, fa parte dell’economia domestica di base. Ma per molti, specialmente per i più poveri, per chi non arriva alla fine del mese, queste piccolissime somme, che vanno dagli 8 centesimi per una bottiglia di birra in vetro ai 25 per una grande di plastica, sono una risorsa che può fare la differenza nel numero di pasti che ci possono consumare in un giorno.

Per questo è molto comune vedere persone, sempre più spesso anziane, che rovistano nei cassonetti della spazzatura e nei cestini dell’immondizia per strada, alla ricerca di bottiglie vuote da convertire in un pasto. Una di queste persone è Hans S., pensionato settantacinquenne di Amburgo, che vive con il sussidio sociale e che, non riuscendo comunque sostenersi solo con quello, raccoglie anche le bottiglie vuote ed è talmente scrupoloso da averlo comunicato all’ufficio di assistenza sociale. E quest’ultimo gli ha detratto l’importo dei vuoti a rendere dal sussidio.

Una storia di povertà quotidiana: con il sussidio non si comprano neppure il cibo e le medicine

La storia è apparsa sul magazine di strada Hinz+Kunzt, una pubblicazione che dà lavoro a persone senzatetto e si occupa di raccontare la vita ai margini di Amburgo, ed è successivamente stata ripresa dal quotidiano Taz. L’ufficio di assistenza sociale del distretto di Altona, dove S. risiede, sostiene di aver applicato la normativa vigente, considerando il deposito come reddito computabile. Ma la questione si è rivelata meno semplice del previsto.

All testate che lo hanno intervistato, Hans S. ha raccontato una vita molto difficile. Può permettersi due pasti al giorno: avena e acqua calda la mattina, patate bollite con verdure surgelate la sera. Ha detto di essere arrivato a rovistare nei bidoni alla ricerca di vuoti a rendere solo quando il sussidio ha smesso di essere sufficiente per l’acquisto di cibo e medicine e di averlo fatto sempre di notte, perché l’idea di essere riconosciuto lo riempiva di vergogna. Alla fine di settembre, aveva accumulato poco più di 58 euro e lo ha comunicato all’ufficio competente, come richiesto. L’impiegata ha semplicemente sottratto la somma dal suo assegno mensile.

A ottobre si è ripetuto lo stesso meccanismo, sebbene l’importo fosse inferiore: 11,75 euro. Anche questa cifra è stata detratta. Le sue difficoltà finanziarie erano aumentate già in primavera, quando l’ufficio aveva ridotto il reddito minimo garantito senza preavviso, perché la documentazione che ha presentato era incompleta. Secondo il pensionato, questa riduzione non sarebbe legittima.

L’ufficio sociale aveva il diritto di detrarre l’importo guadagnato coi vuoti a rendere? Le interpretazioni sono contrastanti

L’ufficio distrettuale di Altona, contattato da Hinz+Kunzt, ha detto che ogni reddito dichiarato va considerato nel calcolo delle prestazioni e che la regola non prevede esenzioni per i proventi della raccolta di vuoti a rendere. Ovvero, se lo Stato ha concesso al pensionato una cifra minima con cui vivere, questi non ha diritto a integrarla rovistando nei cassonetti alla ricerca di vuoti a rendere, se non riesce a farla durare tutto il mese: la cifra deve rimanere quella. Ma è veramente così?

Il Ministero federale del lavoro e degli affari sociali (BMAS) ha fornito indicazioni differenti. Secondo quanto riportato da Tez, i proventi dalla raccolta sono da considerarsi reddito computabile solo se sono così consistenti da contribuire in maniera sostanziale al bilancio mensile, ma “le piccole somme che non contribuiscono al sostentamento risultano completamente esenti secondo la giurisprudenza”. Hinz+Kunzt ha citato una sentenza del tribunale sociale di Düsseldorf del 2020, che riconobbe a una donna senzatetto il diritto di non vedere detratti dall’indennità Hartz IV 100€ racimolati con i vuoti a rendere.

L’ufficio distrettuale dei servizi sociali di Altona non ha commentato. Il caso è stato rinviato all’autorità sociale di Amburgo, che si è schierata con il distretto. “La sentenza citata del 2020 riguarda il reddito di cittadinanza; il limite di cento euro non si applica al reddito minimo garantito per anziani”, ha precisato il portavoce Wolfgang Arnhold.

L’ufficio distrettuale avrebbe operato quindi secondo le leggi vigenti. Secondo l’articolo 82 del dodicesimo libro del codice sociale, il calcolo segue questa formula: tre euro su dieci guadagnati restano esenti, fino a un massimo di 281,50 euro.

In base alla formula indicata, Hans S. avrebbe potuto trattenere almeno il trenta per cento del deposito. Il quotidiano taz, tuttavia, ha rigirato la domanda al BMAS ottenendo un’opinione diversa. La formula del trenta per cento si applica normalmente al “reddito da lavoro”. I piccoli importi dalla raccolta bottiglie invece “di norma non sono da considerarsi reddito”.

Hans S. intende ora ricorrere al tribunale sociale di Amburgo. Ha contattato altri distretti e città per chiedere informazioni sul calcolo dei proventi della raccolta di vuoti a rendere. Le risposte sono state variegate. Metà dei dieci uffici interpellati ha dichiarato che il deposito non viene conteggiato nel reddito minimo garantito. Un grande ufficio distrettuale ha risposto al pensionato che “lo sforzo è troppo grande”.

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