Aggressione omofoba a Berlino: vittima attirata tramite una app di incontri

L’ennesimo episodio di violenza si è verificato il 3 gennaio a Berlino, con una modalità purtroppo ormai diffusa. Quang Paasch, attivista e giornalista residente nella capitale, si era presentato in Morusstraße, nel quartiere di Neukölln, intorno alle 20:00, dopo aver concordato un appuntamento con una persona conosciuta su una app di incontri.
Arrivato davanti all’ingresso di un edificio residenziale, Paasch ha atteso la persona con cui aveva concordato l’appuntamento online, trovandosi così a cadere in un’imboscata violenta. Due individui lo hanno colpito alle spalle e preso a pugni, uno ha utilizzato uno spray al peperoncino.
Picchiato e insultato davanti a un gruppo di bambini che giocavano
Paasch ha raccontato tutto in un video su Instagram e, in seguito, lo ha ripetuto in un’intervista al Tagesspiegel. A quel punto dell’aggressione, si sono avvicinati altri due uomini, che inizialmente la vittima aveva scambiato per passanti ai quali chiedere aiuto, ma che si sono invece uniti agli aggressori. I quattro picchiatori hanno tappato la bocca a Paasch per impedirgli di gridare e gli hanno sottratto il cellulare.
Dopo averlo pestato, i quattro hanno lasciato andare Paasch, il quale si è messo a inseguirli nel tentativo di recuperare il dispositivo, ma è stato colpito nuovamente. Il giovane riferisce che, nelle vicinanze, alcuni bambini stavano giocando con la neve. Alla loro presenza, l’aggressore ha insultato Paasch, accusandolo di essere un pedofilo. A quel punto i quattro se ne sono andati e i bambini presenti si sono avvicinati a Paasch, spinti dalla curiosità. Finalmente, un residente della zona, richiamato dalle urla, è intervenuto offrendo assistenza e ha accompagnato la vittima al più vicino posto di polizia per sporgere denuncia.
La polizia di Berlino indaga per rapina, l’indagine non fa riferimento a un’aggressione omofoba
Le indagini sono attualmente affidate alla sezione criminalità locale e il fatto viene classificato come “rapina aggravata”. Questa categorizzazione ricorre frequentemente in casi simili e la motivazione ufficiale è che risulta complesso dimostrare la matrice omofoba delle azioni. Appare bizzarro che sia ancora questo il caso, considerando che il cellulare della vittima, unico oggetto che gli era stato sottratto, è stato ritrovato dalle forze dell’ordine a pochi metri dal luogo dell’aggressione, dove evidentemente era stato gettato dagli autori del gesto.
Per ragioni legate all’indagine in corso, non vengono diffuse informazioni sull’eventuale acquisizione di testimonianze o sull’analisi delle conversazioni digitali avvenute sulla piattaforma di incontri. Il profilo utilizzato per organizzare l’appuntamento è scomparso dalla piattaforma subito dopo l’episodio.
Non è il primo caso di aggressione omofoba pianificata con queste modalità: Berlino registra spesso episodi analoghi. L’elemento atipico in questo caso riguarda la scelta del luogo: l’aggressione è avvenuta davanti a un complesso abitativo in una zona densamente abitata della capitale. Solitamente chi organizza questi tranelli attira le vittime verso aree isolate, dove l’aggressione può avvenire senza interferenze esterne.




