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Germania, ultimi sondaggi. Merz continua a calare. Recupero a sorpresa dei Verdi

Il quadro che emerge dall’ultima rilevazione dell’istituto Insa, riportata dal quotidiano Bild, è quello di una politica tedesca in fase di sostanziale immobilità. Le percentuali si muovono poco, quasi per inerzia, ma c’è un’eccezione: i Verdi scattano in avanti. Di poco, ma sono gli unici a farlo.

Nel frattempo, il livello di consenso nei confronti del cancelliere Friedrich Merz rimane non sembra dare segnali evidenti di recupero.

Intenzioni di voto: stabilità diffusa

Nel confronto con la settimana precedente, quasi tutte le forze politiche mantengono le stesse posizioni. Alternativa per la Germania resta in testa con il 26% delle preferenze, confermando il primato già registrato nelle rilevazioni precedenti. Alle sue spalle si colloca l’Unione, ferma al 24%, seguita dall’SPD con il 14%. Le distanze restano invariate e il margine tra i partiti principali non si riduce.

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L’unica variazione riguarda i Verdi

In un contesto statico, l’unico segnale di crescita arriva dai Verdi. Il partito guadagna un punto percentuale e sale al 12%. Si tratta di un incremento limitato, ma isolato. La Linke si attesta nuovamente all’11%, mentre BSW e FDP restano entrambe al 4%, al di sotto della soglia di sbarramento del 5%. La voce “altri” scende invece al 5%, perdendo un punto.

Il giudizio sul cancelliere e sul governo

Accanto alle preferenze elettorali, Insa ha rilevato anche il livello di soddisfazione nei confronti del governo federale nero-rosso e del suo leader. Solo il 22% degli intervistati si dichiara soddisfatto dell’operato di Friedrich Merz. La quota degli insoddisfatti sale al 66%, mentre il 3% non esprime un’opinione.

Il giudizio sull’azione dell’esecutivo nel suo complesso è simile. Il 21% approva l’operato del governo, il 69% lo valuta negativamente e il 10% rimane indeciso.

Ipotesi di elezione diretta del cancelliere

Alla domanda su una possibile elezione diretta del cancelliere, le risposte mostrano una forte frammentazione. Il 26% sceglierebbe Alice Weidel, la leader di AfD, il 20% Friedrich Merz e il 12% Lars Klingbeil, leader dell’SPD. Una quota rilevante, pari al 31%, dichiara invece che non voterebbe per nessuno dei candidati proposti.

Secondo quanto dichiarato alla Bild dal direttore di Insa, Hermann Binkert, emergono differenze significative nella capacità, da parte dei leader di partito, di mobilitare il proprio elettorato: Alice Weidel convince infatti l’85% dei votanti di AfD, Merz il 63% di quelli dell’Unione, mentre Klingbeil raccoglie il consenso di meno di un elettore dell’SPD su tre.

Le priorità indicate per il prossimo anno

Il sondaggio affronta infine le aspettative degli intervistati rispetto ai temi ritenuti più urgenti. In cima alla lista figura la messa in sicurezza del sistema pensionistico, indicata dal 57%. Seguono l’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili (48%), la crescita economica (46%), la gestione della migrazione (43%) e le misure contro la carenza di personale nel settore dell’assistenza (40%). Secondo Binkert, il 2026 potrebbe trasformarsi in un passaggio decisivo per il governo nero-rosso.

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