Tessera sanitaria italiana per gli iscritti AIRE: la legge passa alla camera
Montecitorio ha dato il via libera alla proposta A.C. 1042-A, che introduce alcune modifiche all’articolo 19 della legge 833/1978. La norma disciplina, fra le altre cose, l’assistenza sanitaria per chi vive all’estero. Il provvedimento tocca una platea specifica: i cittadini italiani registrati all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, che risiedano in Stati esterni sia all’Unione europea sia all’EFTA (il territorio corrispondente all’area europea di libero scambio). Destinatari quindi: connazionali negli Stati Uniti, in Australia, nelle Americhe. Esclusi dalla misura coloro che risiedono in Paesi comunitari o nell’area di libero scambio europea, già coperti da normative distinte.
L’approvazione è arrivata con 139 voti favorevoli, 22 astenuti a un solo voto contrario. Maggioranza, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione hanno espresso parere positivo. Il testo ora prosegue il suo iter verso palazzo Madama.
Come funzionerà la nuova legge: assistenza sanitaria in Italia anche per chi risiede all’estero (ma solo fuori dall’UE)
La modifica che riguarda gli italiani all’estero prevede un versamento annuale di duemila euro, che darebbe diritto all’assistenza sanitaria in Italia, equiparando i sottoscrittori ai detentori della normale tessera sanitaria italiana. La cifra non ripartibile in rate, sarebbe dovuta dal momento dell’emissione della tessera sanitaria nazionale. La somma dovrebbe affluire direttamente nei bilanci regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano, specificamente dove opera l’azienda sanitaria di riferimento.
L’iscrizione avviene presso l’ASL che conserva le schede individuali dell’interessato oppure presso quella competente per il domicilio dove la persona effettivamente soggiorna sul territorio italiano.
I minorenni sono esenti dal pagamento, se almeno un genitore o tutore legale ha richiesto la tessera sanitaria seguendo le disposizioni previste.
Possibili modifiche in futuro
Pd, Avs, M5s e Azione avevano avanzato alcuni emendamenti per chiedere esenzioni anche per gli studenti e le persone disabili, oppure un sistema progressivo anziché una tariffa unica, ma questi sono stati respinti e la legge è stata approvata nella sua versione originaria. Il governo ha però accolto gli ordini del giorno che lo impegnano a valutare tali opzioni in provvedimenti successivi.
L’ammontare del contributo potrà subire adeguamenti annuali in base all’andamento dell’inflazione
Chi non versa il contributo va incontro a una messa in mora e alla sospensione delle prestazioni programmabili e non urgenti a carico del SSN. Le cure urgenti restano garantite, indipendentemente dallo stato dei pagamenti.
Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia e primo firmatario, ha illustrato le stime. Gli iscritti AIRE fuori dall’Unione europea sono, al momento, quattro milioni, ma si ipotizza che i residenti effettivi siano molti di più: è infatti frequente la pratica di non iscriversi all’AIRE, nonostante l’iscrizione sia obbligatoria, proprio per non perdere l’assistenza sanitaria in Italia. Secondo Di Giuseppe, almeno il quaranta per cento degli iscritti verserà il contributo, così da generare entrate fra i tre e i quattro miliardi di euro per il sistema sanitario nazionale.
La legge dovrà ora passare al Senato.




