Musica neonazista al mercatino di Natale. Indagini in corso in una cittadina tedesca

Nei mercatini di Natale, in Germania come altrove, la musica non è mai particolarmente sorprendente. Il peggio che può capitare, di solito, è perdere all’eterno gioco di “Whamageddon”, per aver ascoltato la versione originale di “Last Christmas” prima del tempo. Tutta un’altra storia, invece, se si visita il mercatino di Natale di Otterndorf, località della Bassa Sassonia, dove, per più giorni consecutivi, tra le bancarelle sono risuonati diversi brani di musica neonazista. La polizia di Cuxhaven ha avviato accertamenti. I fatti risalgono al secondo weekend di dicembre.
Alcuni video circolati sui social network hanno portato gli investigatori a esaminare l’accaduto, ma non è ancora chiaro chi siano i responsabili. Le tracce audio in questione contenevano testi che incitavano all’odio razziale e all’antisemitismo. Tra i brani diffusi, c’erano anche canzoni dei Landser, una formazione tedesca neonazista ormai sciolta, che era stata identificata come associazione a delinquere.
L’impianto audio ufficiale utilizzato per diffondere brani di musica neonazista
A rendere particolarmente problematico l’episodio – più inquietante, per esempio, dei famosi video di Sylt, in cui un gruppo di avventori di un locale cantava un testo che incitava all’odio sulla musica di un noto brano – è il fatto che la musica neonazista provenisse non dal dispositivo privato di un avventore, ma dall’impianto ufficiale del mercatino di Natale.
Il comune aveva affidato la gestione musicale del mercatino natalizio a un fornitore di servizi esterno, ma non è ancora chiaro quale dinamica abbia effettivamente portato alla riproduzione dei brani vietati. Quello che è chiaro è che nessuno si è precipitato a fermare l’emissione o a notificare la situazione alle forze dell’ordine. Gli inquirenti hanno infatti raccolto filmati riferiti a tutto il weekend, ovvero tre giorni di fila.
Oltre al repertorio dei Landser, sarebbero stati trasmessi brani di un’altra band non identificata. Quest’ultima avrebbe rielaborato note canzoni popolari, sostituendone i testi originali con contenuti che incitano all’odio razziale e antisemita.
La polizia cerca testimoni
La polizia locale, ora, cerca informazioni. Chi ha assistito o ha materiale utile può contribuire alle indagini. La polizia di Stato procede per incitamento all’odio razziale. Anche la violazione delle norme sulla tutela dei minori figura tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti.



