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Italiani all’estero: Imu ridotta, ma solo per i piccoli comuni

Con 299 voti favorevoli e nessuna opposizione, Montecitorio ha dato il via libera in prima lettura alla proposta che modifica l’attuale trattamento fiscale dell’Imu per chi vive oltre confine. Il provvedimento riguarda la prima casa di proprietà degli italiani iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, e prevede riduzioni parziali o abolizione totale dell’Imu, ma solo nei piccoli comuni e solo a determinate condizioni.

Il testo ora passa al Senato per la seconda lettura. La proposta principale, presentata nel 2023, porta la firma di Toni Ricciardi del Partito Democratico, vicepresidente del gruppo alla Camera e relatore del provvedimento in Aula. Durante l’esame parlamentare sono confluite altre iniziative legislative: quelle presentate dagli eletti all’estero Di Giuseppe per Fratelli d’Italia, Onori di Azione e Billi della Lega, ma anche le proposte di Lovecchio del Movimento 5 Stelle, Manes del gruppo Misto e Borrelli di Alleanza Verdi e Sinistra.

Si stima che il provvedimento riguardi circa 100mila connazionali.

Come funzionano le nuove agevolazioni

Il meccanismo adottato prevede tre scaglioni distinti in base alla rendita catastale dell’immobile. Con una rendica catastale fino a 200 euro, l’Imu sparisce completamente, per le abitazioni con rendita compresa tra 201 e 300 euro, il prelievo si riduce al 40% dell’attuale, mentre nella fascia compresa tra 301 e 500 euro di rendita, l’imposta scende al 67% dell’importo ordinario.

Le agevolazioni coinvolgono anche la gestione dei rifiuti: la Tari si riduce del 50% (ma i comuni possono decidere autonomamente di mantenere la riduzione ai due terzi).

Non tutti gli italiani all’estero potranno beneficiare delle agevolazioni: esistono condizioni precise. L’immobile deve essere situato in un comune con popolazione non superiore a 5mila abitanti e deve trattarsi dell’ultimo comune di residenza prima del trasferimento all’estero. Il proprietario deve aver vissuto in Italia per almeno cinque anni consecutivi prima di emigrare. Inoltre, le agevolazioni sono applicabili solo a un’unità immobiliare, che deve essere esclusivamente a uso abitativo e non può essere affittata né concessa in comodato d’uso. Il titolo di possesso deve essere la proprietà piena. Infine, la modifica della legge si applica solo ai comuni sotto i 5.000 abitanti.

Da quando si applica l’esenzione dall’Imu per gli italiani all’estero?

L’entrata in vigore è prevista per il 2026, ma la data precisa dipenderà ovviamente dai tempi tecnici di approvazione definitiva, considerando che dopo il passaggio alla Camera il testo deve completare l’iter al Senato. Il costo annuale stimato ammonta a poco meno di 12 milioni di euro. Le minori entrate dei comuni verranno compensate dallo Stato.

Il meccanismo di rimborso prevede un decreto del ministero dell’Interno, di concerto con quello dell’Economia, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali. Il decreto deve essere adottato entro il 30 aprile di ogni anno successivo a quello di riferimento.

Il testo della proposta di legge è disponibile qui.

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