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Germania: via libera alla caccia ai lupi. Gli ambientalisti protestano

Se ne parlava da qualche mese e ora è arrivata la conferma: il governo tedesco ha approvato l’inserimento dei lupi nella nuova legge sulla caccia, il che renderà più semplice l’abbattimento degli esemplari considerati problematici. La decisione mantiene comunque il finanziamento delle altre misure preventive, come recinzioni protettive e cani da guardia.

Caccia ai lupi possibile se lo stato di conservazione è “favorevole”

I Länder acquisiscono nuove prerogative. Nelle zone dove il Ministero dell’Agricoltura ha accertato uno “stato di conservazione favorevole” – dunque territori con popolazioni lupine consistenti – le amministrazioni regionali potranno autorizzare interventi venatori mirati al contenimento numerico delle popolazioni.

Esistono luoghi dove la protezione tradizionale degli animali da pascolo fallisce. Le autorità regionali avranno in futuro la facoltà di identificare aree specifiche in cui l’abbattimento diventa necessario proprio perché gli animali al pascolo risultano difficilmente difendibili con sistemi convenzionali. Alpeggi e argini rappresentano esempi tipici: contesti geografici dove installare recinzioni speciali si rivela complesso o impossibile.

Gli ambientalisti contro la riapertura della caccia al lupo

La NABU, associazione tedesca per la tutela della natura, contesta aspramente le modifiche legislative. L’organizzazione sottolinea come l’attuale normativa sulla protezione della natura già preveda strumenti adeguati contro lupi che manifestano comportamenti particolarmente pericolosi per le greggi. Ridurre gli esemplari non equivale automaticamente a diminuire gli attacchi, sostengono gli ambientalisti. Anzi. Quando gli abbattimenti alterano la struttura dei branchi, gli episodi predatori potrebbero paradossalmente intensificarsi.

Nelle regioni con popolazioni ridotte, una caccia estesa rischia di provocare estinzioni locali. La protezione coerente delle mandrie rimane l’elemento determinante, secondo NABU.

Nell’ultimo anno, circa 1.100 attacchi

Il disegno di legge riporta cifre precise. Nel corso dell’ultimo anno si sono registrati circa 1.100 episodi in cui i lupi hanno ucciso o ferito approssimativamente 4.300 capi di bestiame. Le misure preventive hanno assorbito circa 23,4 milioni di euro, mentre gli indennizzi corrisposti agli allevatori hanno raggiunto 780.000 euro. “Gli attacchi dei lupi causano danni considerevoli e potenzialmente fatali per gli allevatori di animali da pascolo” – così recita testualmente il documento governativo.

Il Centro federale di documentazione e consulenza ha censito 219 branchi, 43 coppie e 14 individui solitari distribuiti su 276 territori attraverso la Germania. L’asse Bassa Sassonia-Sassonia costituisce il nucleo principale dell’insediamento, attraversando Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Brandeburgo. Tuttavia, aree popolate dai predatori sono state individuate praticamente ovunque nel paese. Una sola eccezione: il Saarland resta al momento privo di presenza stabile di lupi.

La questione travalica i confini nazionali. Il Parlamento europeo ha recentemente votato a favore di misure che agevolano l’abbattimento dei lupi, abbassando di fatto lo status di protezione della specie a livello continentale.

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