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Reddito di base, SPD diviso: Jusos pianificano proteste, i leader frenano

L’SPD si divide sulla recente riforma del reddito di cittadinanza tedesco, che ha sostituito il vecchio Bürgergeld con il reddito di base (Gründsicherung), introducendo restrizioni e sanzioni più severe. I giovani del partito (gli Jusos) puntano infatti a organizzare una mobilitazione pubblica di ampio respiro, mentre i vertici, a quanto pare, vedono in questa possibilità una manovra poco opportuna.

Jusos annunciano proteste nazionali sulla riforma del reddito di cittadinanza

Gli Jusos intendono infatti pianificare una serie di giornate d’azione su scala nazionale, con l’obiettivo di portare il dissenso anche fuori dai circoli interni del partito.

“Chiameremo a partecipare a eventi, manifestazioni e anche proteste in più località”, ha dichiarato allo Spiegel Franziska Drohsel, co-organizzatrice dell’iniziativa. Si prevede inoltre di coinvolgere sindacati e associazioni sociali, già fortemente critici nei confronti della riforma, accusata di stigmatizzare la disoccupazione e colpire le fasce più deboli della popolazione.

L’iniziativa interna ha superato la prima tappa procedurale. Gli autori del progetto hanno tempo fino al 23 marzo per raccogliere le firme del 20% dei membri SPD, necessarie a richiedere un voto interno.

Il dissenso della leadership. Lars Klingbeil: “Il segnale sbagliato”

La direzione del partito mantiene una posizione contraria. Lars Klingbeil, presidente dell’SPD e vicecancelliere, ha definito l’iniziativa “il segnale sbagliato” da trasmettere alla popolazione. Sembra insomma esserci una frattura netta tra la leadership dei socialisti tedeschi e l’articolazione giovanile del partito, quantomeno sul tema. Intanto, la procedura per l’approvazione definitiva della legge è in pieno svolgimento.

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Secondo i piani della coalizione nero-rossa, il Parlamento dovrebbe approvare la riforma del reddito già in primavera. Nonostante la scadenza ravvicinata, tuttavia, a quanto pare i giovani socialisti intendono fare il possibile per rimettere tutto in discussione e per coinvolgere altri esponenti del partito nell’operazione. Ci riusciranno?

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