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Gassi all’Atrium Tower: un colosso nel centro di Berlino

di Elena e Paolo Brasioli, disegno di Paolo Brasioli

Gassi… in alto. Sì, arrivando fino ai 106 metri della “Berlin Atrium Tower” (precedentemente denominata Debis-Haus), che è la parte più elevata di un edificio a destinazione uffici, situato nei pressi di Potsdamer Platz. Lo sviluppo dell’edificio è strettamente legato a quello dell’originale “Daimler-Quartier”. Nel 1989, poco prima della caduta del Muro di Berlino, la società tedesca avviò trattative con il Senato di Berlino per l’acquisto del terreno, allora fangoso ed inutilizzato, di Potsdamer Platz, che avvenne nel 1990.

L’anno seguente il Senato di Berlino promosse un concorso internazionale di pianificazione urbanistica per l’intera area di Potsdamer Platz e Leipziger Platz. Nel 1992 il concorso fu vinto dagli architetti Heinz Hilmer (1936) e Christoph Sattler (1938). Sempre nel 1992 fu lanciato un concorso di architettura per questo sito, vinto nello stesso anno dal Maestro genovese Renzo Piano (1937) insieme a Christoph Kohlbecker (1935–2020). Successivamente, sulla base del progetto vincitore, essi svilupparono il cosiddetto “Master Plan” e il tutto fu realizzato tra il 1993 e il 1997. Poi, dopo le variazioni della proprietà, l’edificio è stato ribattezzato “Atrium Tower”, in richiamo del grande e suggestivo ambiente comune interno.

Atrium Tower: architettura e inserimento urbano

Con la sua pianta lunga 82 metri, che si assottiglia a cuneo verso sud, si evidenzia il motivo dell’angolo acuto, che del resto si può osservare in tutto il quartiere, soprattutto alla punta nord. A sud confina con il Canale Landwehr (Reichpietschufer) e da qui la vista è incantevole. A ovest è delimitato dall’ingresso meridionale del tunnel del Tiergarten Spreebogen (TTS), dalla Strada Statale 96 e da un ampio bacino d’acqua artificiale, e continua oltre l’ampia piazza dedicata a Marlene Dietrich (1901–1992). L’ingresso principale sul lato nord-est si affaccia su Eichhorn Strasse.

Architettonicamente, la Torre dell’Atrio segue il masterplan dell’intero quartiere, anch’esso realizzato da Renzo Piano. La facciata, realizzata in pannelli prefabbricati di terracotta dai colori chiari, caldi e piacevolmente naturali, è particolarmente suggestiva, evitando, per chiara volontà progettuale, superfici dall’aspetto maggiormente freddo come acciaio e vetro o anche la classica pietra levigata grigia. L’edificio è suddiviso in sezioni di diverse altezze. La torre funge anche da condotto di ventilazione per il tunnel stradale del Tiergarten Spreebogen e la sua sommità reca ancora il logo verde Debis, sebbene non venga più utilizzato dall’inizio degli anni 2000. La seconda parte più alta dell’edificio, dopo la torre, è un grattacielo di 23 piani che ne costituisce l’estremità meridionale.

Sul lato sud-est dell’edificio, sul tetto, fino a qualche anno fa era montata in modo molto visibile la scultura “Landed” dell’artista olandese Auke de Vries (1937). La sezione settentrionale, più bassa dell’edificio, racchiude un ampio atrio con copertura in vetro. Una vera basilica del lavoro nella tradizione berlinese di Behrens (1868–1940). All’interno si trova l’interessante e gigantesca installazione luminosa “Light Blue” di François Morellet (1926–2016). Originariamente questo spazio era concepito come una vera e propria connessione tra spazio pubblico e privato, come fosse una strada civica condivisa della città che lavora! Ma poi, dal 2001, per motivi di sicurezza, è stato chiuso al pubblico.

Atrium Tower: sostenibilità e visione ecologica

Particolarmente importante è il concetto ecologico che plasma e caratterizza il masterplan del quartiere e, in particolare, la Torre dell’Atrio. Infatti, una centrale termoelettrica fornisce riscaldamento e raffreddamento agli edifici. Parti della facciata sono caratterizzate da una seconda pelle esterna in vetro con lamelle orientabili, progettate per consentire la ventilazione naturale degli ambienti anche in caso di notevoli sbalzi di temperatura. Le superfici orizzontali del tetto sono in gran parte trattate a prato e l’acqua piovana viene raccolta in apposite cisterne e poi utilizzata per lo scarico dei servizi igienici, oltre ad alimentare il laghetto sottostante, il “Piano See”, che in modo naturale la filtra. Tutto questo è particolarmente rispettoso e coerente con l’origine stessa della città (il cui antico nome balcanico voleva dire: piccola palude).

Davvero un grattacielo che non si inserisce, nell’allora ri-nascente metropoli europea, come un elemento avulso ed artificiale, ma che invece esalta in ogni dettaglio l’anima stessa di Berlino, creando ambienti e scenari urbani affabili con la natura ed equilibrati per la socialità! Sehr großartig!

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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