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Il Ministro Wolfram Weimer cede le sue quote editoriali fino a fine mandato

Il Ministro della Cultura tedesco Wolfram Weimer si è trovato, negli ultimi giorni, a gestire una pressione crescente sulla separazione tra la sua funzione pubblica e gli interessi economici legati al passato imprenditoriale. In particolare, da più parti gli sono arrivate accuse di conflitto di interessi per la possibile commistione tra la sfera politica e le attività del gruppo editoriale che porta il suo nome e di cui è fondatore, gruppo che organizza il vertice Ludwig Erhard, un evento dedicato ad aziende e lobbisti, nel quale questi ultimi possono incontrare personalità della politica.

Weimer aveva già lasciato tutte le cariche all’interno dell’azienda all’inizio del mandato, ma aveva conservato, insieme alla moglie, il 50% delle azioni. I sospetti di conflitto di interessi, tuttavia, non si sono acquietati ed è per questo che il Ministro ha deciso di trasferire a un amministratore fiduciario le sue partecipazioni societarie nel Weimer Media Group per l’intera durata dell’incarico governativo.

Quote societarie in trust fino alla fine del mandato e rinuncia agli utili

In una dichiarazione personale, il ministro ha comunicato che rinuncerà anche a qualsiasi distribuzione degli utili. Questa rinuncia vale già per l’anno fiscale in corso. Il trasferimento al fiduciario dovrebbe completarsi entro dicembre.

“Procedo a questa separazione solo per evitare qualsiasi apparenza di conflitto di interessi, che in realtà non è mai esistito”, afferma Weimer nel comunicato. La notizia è stata divulgata inizialmente dal tabloid Bild.

Le radici della polemica: il vertice sul Tegernsee

Il Ludwig Erhard Gipfel, organizzato dal Weimer Media Group sul lago Tegernsee in Baviera dal 2014, attrae esponenti del mondo economico e politico. La prossima edizione si terrà tra il 28 e il 30 aprile 2026, con il patrocinio del primo ministro bavarese Markus Söder (CSU), che lo paragona a una potenziale “Davos bavarese”. Il governo bavarese sostiene finanziariamente l’iniziativa.

Ma sono emerse notizie secondo cui i partecipanti ai partecipanti si promette di “influenzare” i vertici della politica, a fronte di quote di partecipazione che arriverebbero fino a ottantamila euro. L’opposizione parlamentare ha sollevato dubbi sulla trasparenza dell’operazione e sulla separazione tra l’incarico ministeriale e gli interessi commerciali legati alla società editrice.

Il figlio di Weimer continua a ricoprire la carica di direttore commerciale del WMG.

Wolfram Weimer respinge tutte le accuse

Pochi giorni fa, Weimer aveva respinto duramente le accuse. In una dichiarazione rilasciata al quotidiano Die Welt aveva parlato di una campagna contro di lui, organizzata, a suo dire, dai media populisti. Ha incaricato l’avvocato Christian Schertz di intraprendere azioni legali contro quelle che definisce “affermazioni non veritiere”. Sul tema delle quote di partecipazione, il ministro aveva dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che l’organizzazione di eventi, congressi e vertici costituisce una pratica normale per i grandi gruppi editoriali. “La vendita di biglietti e pacchetti di partecipazione è del tutto normale e legittima”, aveva precisato.

Weimer aveva inoltre ribadito, tramite il suo legale, di essersi completamente ritirato dalla gestione del Weimer Media Group. Il Ministro non risulta più coinvolto nell’organizzazione di eventi come il Ludwig Erhard Gipfel e ha comunicato che non vi parteciperà più.

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