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“Cervelli fatti in casa”: incontro ad Hamm, in collaborazione con Villa Vigoni

di Giuseppe Di Matteo

Il 17 novembre, a Bad Hamm, ho avuto il piacere e l’onore di fotografare nella mente tre giovani, Desirèe Lo Castro, Federico Nellen e Valentina Tonino, tre cervelli fatti in casa, che occupavano meritatamente tre poltrone del palcoscenico, per raccontare il loro vissuto in Italia e in Germania, in tedesco, in una bellissima lingua dell’Unione Europea.

“Cervelli fatti in casa” o “cervelli in fuga”?

Tre cervelli fatti in casa, lontani anni luce dai cosiddetti “cervelli in fuga” arrivati negli ultimi tempi in Germania con il lasciapassare della lingua inglese in tasca. Certo non è colpa dei “cervelli in fuga” se continuiamo a chiamarli così. È stato qualche maldestro o “malsinistro” maltrattatore della lingua italiana ad aver voluto definirli in questo modo, senza porsi le piú ovvie delle domande: “Ma i cervelli dei connazionali fuggiti in tempi precedenti dall’Italia che cervelli erano, che QI avevano? E quelli rimasti in Italia erano e sono forse teschi vuoti?”.

I maltrattatori delle lingue di tutti i tempi sono sempre complici di un deplorevole errore: nell’esaltare gli uni svalutano inevitabilmente gli altri. Basti pensare al danno procurato da Max Frisch al popolo svizzero con la sua riflessione “Cercavamo braccia, sono arrivati uomini”. Certo l’intenzione dello scrittore era quella di valorizzare la presenza degli immigrati in Svizzera, ma i poveri svizzeri, che credevano fermamente che arrivassero solo braccia, ne sono usciti con le “ossa dell’intelletto” a dir poco rotte.

Un evento organizzato da Villa Vigoni, dal Comune di Hamm e da Markus Kreuz

Il simposio è stato organizzato da Villa Vigoni, dal Comune di Hamm e dal Console Onorario Markus Kreuz, con assoluta e profonda consapevolezza.

Il tema era “70 Jahre italienisches Leben in Deutschland – Zwischen Anwerbeabkommen und Heimat“ (70 anni di vita italiana in Germania – Tra accordi di reclutamento e patria). Ed è proprio dei 70 anni di vita degli italiani in Germania che si è parlato, di coloro i quali questi 70 anni di storia li hanno scritti giorno dopo giorno, diventando, forse a loro insaputa, i più autentici cittadini dell’Unione Europea.

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