Scrive “FCK AfD” su Facebook: dovrà versare 6.000 € in beneficenza
A novembre dell’anno scorso, un pensionato bavarese si era visto perquisire la casa dalle forze di polizia per aver condiviso online un meme nel quale si definiva l’allora ministro dell’Economia Robert Habeck (Verdi) un “idiota”. In quell’occasione, diversi rappresentanti di AfD avevano gridato allo scandalo e difeso con forza la libertà di espressione. L’ultradestra ha però adottato un approccio diverso in un caso simile verificatosi ancora una volta in Baviera, questa volta a Füssen. In questo caso è stato Thomas Scheibel, consigliere comunale dei Freie Wähler a commentare un articolo su AfD su Facebook con toni duri: “FCK AfD, non ci faremo mettere a tacere da voi stronzi”. In questo caso, Scheibel è stato denunciato da un deputato di AfD del distretto di Ostallgäu, menzionato nell’articolo. Nell’abitazione dell’esponente dei FW sono intervenute le forze dell’ordine che hanno effettuato una perquisizione e sequestrato i suoi dispositivi elettronici, e gli è stato imposto di versare 6000 euro a due organizzazioni benefiche.
Denunciato dal deputato di AfD per un commento su Facebook
La vicenda risale all’ottobre dell’anno scorso e già a febbraio 2025 Scheible era stato condannato per ingiurie e aveva fatto ricorso. Il tribunale distrettuale di Kaufbeuren aveva emesso una condanna a una pena pecuniaria di 30 giorni, quantificata in duecento euro al giorno. Anche stavolta il consigliere dei Freie Wähler aveva impugnato la decisione.
Il procedimento si è chiuso con un’archiviazione da parte del tribunale regionale di Kempten il 26 settembre scorso, ma è stato comunque richiesto l’adempimento di specifici obblighi da parte dell’imputato – sotto forma, appunto, di donazioni a enti senza scopo di lucro
I pagamenti hanno interessato due realtà del territorio. Tremila euro sono andati a un’associazione di assistenza ai malati terminali. Altri tremila a un’associazione per la protezione degli animali.
Il tribunale ha dichiarato illegittima la perquisizione domestica
Scheibel ha commentato pubblicamente la propria scelta attraverso un comunicato ufficiale. Ha definito la donazione volontaria, sottolineando come il denaro almeno raggiunga cause meritevoli invece di confluire nelle casse statali. Permane però, nelle sue parole, un sentimento di amarezza: un rappresentante eletto democraticamente si trova a pagare per un’opinione politica espressa liberamente, mentre lo Stato non si assume responsabilità per una perquisizione che Scheibel definisce illegale.
L’episodio più controverso della vicenda è stato proprio quello della perquisizione, per il quale Scheibel comunque ricorse al tribunale regionale di Kempten contestando l’operato delle autorità. I giudici gli diedero ragione, stabilendo l’illegittimità del mandato. La motivazione si basò sulla mancanza di proporzionalità. L’espressione utilizzata poteva configurare formalmente un’offesa, certo. Ma la perquisizione appariva inadeguata rispetto alla gravità del caso specifico.



