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Manifestazione a Berlino per il blocco della Global Sumud Flotilla. Arresti e tensioni

Non appena si è diffusa la notizia del blocco di alcune delle navi della Global Sumud Flottilla in acque internazionali, anche in Germania sono scattate le proteste. La prima, mercoledì sera  spontanea, ha visto un gruppo di circa 40 persone aggregarsi, dentro la stazione centrale di Berlino. L’assembramento è cresciuto e si è poi spostato nell’area di Washingtonplatz, proprio davanti all’edificio della stazione, su disposizione delle autorità di polizia. Circa 300 persone si sono radunate per denunciare il blocco delle navi cariche di aiuti umanitari destinate alla Striscia di Gaza

Qui si sono registrati, come sempre accade nel caso delle manifestazioni di solidarietà con la Palestina a Berlino, momenti di tensione con le forze dell’ordine, che sono culminati in alcuni arresti. La polizia ha comunicato tramite la piattaforma X che erano stati intonati anche slogan vietati dalle normative tedesche. 

Un video, diffuso da diversi attivisti su Instagram, mostra un attivista ebreo che indossa una kippah e tiene in mano un tallit, accusando la polizia di essere complice del genocidio a Gaza e facendo notare che ieri era l’inizio di Yom Kippur, la più sacra delle festività ebraiche, legata al concetto di “espiazione”. “Espiate i vostri peccati, tornatevene a casa, date un bacio alle vostre madri e comportatevi da esseri umani! Vergogna” grida l’attivista agli agenti che lo circondano. Quando l’uomo si avvicina a un agente, questo lo spintona e l’uomo, in inglese, gli grida “Non mi toccare, n***ista di m***a”. A quel punto, diversi agenti gli saltano addosso e lo bloccano con violenza per terra, mentre molti altri attivisti urlano di lasciarlo andare. 

La Global Sumud Flotilla: da Barcellona verso Gaza con Greta Thunberg a bordo

La Global Sumud Flotilla era salpata da Barcellona verso la fine di agosto, portando con sé centinaia di attivisti distribuiti su oltre 40 imbarcazioni. Tra i partecipanti figuravano anche Greta Thunberg, l’attivista svedese nota internazionalmente per le sue battaglie ambientaliste e, più recentemente, per le sue prese di posizione sulla questione palestinese, e l’attivista tedesca Yasemin Acar. Quest’ultima è stata recentemente assolta dal tribunale, dopo essere stata incriminata per l’uso dello slogan “dal fiume al mare”. In seguito alla sua assoluzione, un collettivo di avvocati ha chiesto formalmente alla procura di Berlino di smettere di considerare lo slogano come una forma di appoggio al terrorismo e quindi causa ammissibile per un arresto, ma la risposta è stata, fino a questo momento, negativa. Sia per Thunberg che per Acar, questo è il secondo tentativo di forzare il blocco degli aiuti umanitari imposto da Israele nella Striscia di Gaza.

Yasemin Acar
Yasemin Acar a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, prima dell’inizio della traversata. Foto: Gulcin Bekar

Secondo le dichiarazioni dell’organizzazione della Flotilla, al momento dell’intercettazione le navi si trovavano a circa 70-80 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza, vale a dire grossomodo tra i 130 e i 150 chilometri dalla costa. L’obiettivo dichiarato era rompere simbolicamente e concretamente l’isolamento imposto alla Striscia e offrire supporto alla popolazione civile afflitta dalla carestia, oltre che decimata dai bombardamenti.

La manifestazione si è conclusa pacificamente

Verso le 23:30 la manifestazione si è conclusa secondo i tempi stabiliti dai responsabili dell’assemblea. Nonostante gli episodi di tensione registrati nelle ore precedenti i partecipanti hanno lasciato Washingtonplatz in maniera pacifica. Lo ha confermato la stessa polizia nelle sue comunicazioni successive.

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