Söder contro il divieto UE sui motori a combustione: “Senza auto, la Germania non cresce”
Il leader della CSU Markus Söder si oppone al divieto europeo sui motori a combustione interna previsto per il 2035. La sua posizione trova crescente sostegno all’interno della CDU, mentre l’industria automobilistica tedesca attraversa una crisi profonda con oltre 50.000 posti di lavoro persi nell’ultimo anno. Durante il discorso alla tradizionale festa bavarese del Gillamoos, Söder ha definito la situazione “una guerra culturale contro l’auto” e ha chiesto che siano “gli ingegneri, non i burocrati” a decidere il futuro della mobilità. Per il primo ministro bavarese, senza l’automobile la Germania non avrà successo a lungo termine.
Sostegno dalla Bassa Sassonia e Baden-Württemberg
Sebastian Lechner, presidente del gruppo parlamentare CDU della Bassa Sassonia, ha espresso pieno sostegno alla proposta di Söder. “Markus Söder ha ragione a mettere in discussione il divieto dei motori a combustione”, ha dichiarato al Tagesspiegel il rappresentante del Land dove ha sede Volkswagen. Secondo Lechner, l’UE sta seguendo una strada sbagliata e dovrebbe piuttosto abolire i limiti di flotta europei e puntare sul commercio dei certificati di CO2, definito “un meccanismo aperto alla tecnologia e basato sull’economia di mercato”.
Anche Manuel Hagel, presidente regionale CDU del Baden-Württemberg, condivide questa linea. Il Baden-Württemberg ospita case automobilistiche storiche come Mercedes e Porsche. “Il divieto dell’UE sui motori a combustione interna deve essere abolito. Si tratta di un divieto di fatto alla ricerca e allo sviluppo per la nostra industria”, ha affermato.
Alternative tecnologiche e dipendenza dalla Cina
Lechner sottolinea come esistano più opzioni oltre alle auto elettriche. I carburanti sintetici sono ancora in fase di sviluppo. “Puntare esclusivamente sulla mobilità elettrica è la strada sbagliata e ci renderebbe dipendenti dalla Cina”, ha spiegato. Le ragioni della sua affermazione sono da ricercare nell’attuale, pressoché indiscusso dominio cinese nel settore delle batterie e delle materie prime necessarie alla produzione di motori per veicoli elettrici. Sven Schulze, ministro dell’Economia della Sassonia-Anhalt, definisce “del tutto irrealistiche” le tempistiche dell’UE. “In gran parte del mondo, i motori a combustione rimarranno la propulsione numero uno per decenni”, ha osservato.
La crisi dell’industria automobilistica tedesca: perdite occupazionali massicce
I dati dell’Ufficio federale di statistica mostrano un settore in difficoltà. Tra il 2019 e il 2024 il numero di occupati nell’industria automobilistica è diminuito di quasi 60.000 unità, con un calo del 7%. Il settore dei fornitori registra perdite ancora maggiori: -12% nello stesso periodo. Secondo un’analisi della società di consulenza EY, tra giugno 2024 e giugno 2025 sono stati tagliati altri 51.500 posti di lavoro nell’industria automobilistica. Grandi aziende come Volkswagen, Continental e ZF hanno annunciato ulteriori riduzioni per i prossimi anni.
La posizione dell’SPD e gli obiettivi europei
L’SPD respinge la proposta di riaprire il dibattito sui motori a combustione. Isabel Cademartori, portavoce per la politica dei trasporti, ha criticato l’iniziativa di Söder: “È sbagliato mettere in discussione ogni sei mesi le decisioni relative all’eliminazione dei motori a combustione interna”. Secondo Cademartori, “il futuro dell’automobile sarà prevalentemente elettrico”. L’SPD punta su un miglioramento dell’infrastruttura di ricarica, prezzi equi dell’elettricità alle colonnine e modelli più accessibili.
Il quadro normativo europeo
L’UE ha adottato il divieto per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050. Il trasporto su strada rappresenta un quinto delle emissioni di CO2 dell’Unione. Dal 2035, tutte le auto nuove immesse sul mercato non potranno emettere CO2. La normativa prevede una riduzione del 55% delle emissioni delle automobili e del 50% per i furgoni entro il 2030, rispetto al 2021. Le auto attualmente in circolazione potranno continuare a essere utilizzate, e sarà possibile acquistare e vendere auto usate a benzina e diesel anche dopo il 2035.
Le sfide della transizione elettrica
L’implementazione del divieto solleva diverse questioni pratiche. Jan Huitema, deputato europeo olandese che ha redatto la relazione sulle norme UE, ha spiegato che la tendenza è verso i veicoli elettrici a batteria per il minor costo totale. Nel complesso, la produzione di idrogeno e carburanti sintetici rimane più costosa e le relative batterie risultano pesanti per i mezzi di trasporto più piccoli e leggeri, rendendo idrogeno o combustibili sintetici più adatti per navi, aerei o veicoli pesanti.




