Martedì, la Corte d’Appello di Bologna ha deciso che il 49enne ucraino Serhii K., arrestato ad agosto in Italia durante una vacanza con la famiglia, dovrà essere estradato in Germania. L’uomo è accusato di aver partecipato agli attentati contro i gasdotti Nord Stream, costruiti per trasportare gas russo in Germania e danneggiati da esplosioni il 26 settembre del 2022. All’epoca, Nord Stream 1 non era più operativo e Nord Stream 2 non era mai stato attivato.
Nord Stream, estradizione in Germania per presunto sabotatore ucraino
La decisione, che la stampa tedesca ha appreso dall’Ansa, è stata presa dopo l’udienza del 9 settembre. L’avvocato di Serhii K., Nicola Canestrini, ha già annunciato un ricorso alla Corte di Cassazione, opponendosi all’estradizione in Germania e denunciando presunte violazioni dei diritti fondamentali, tra cui giusto processo, condizioni di detenzione e immunità funzionale. Canestrini ha sottolineato che tali diritti “non possono essere sacrificati in nome di una cooperazione giudiziaria automatica”.
Serhii K era già destinatario di un mandato d’arresto europeo emesso dalla procura federale tedesca. Secondo il documento, l’uomo farebbe parte di un gruppo che, a settembre 2022, avrebbe piazzato esplosivi sui gasdotti Nord Stream 1 e 2 vicino all’isola danese di Bornholm. Il sospetto è accusato di essere uno dei coordinatori, mentre il trasporto degli esplosivi sarebbe stato effettuato con uno yacht a vela partito da Rostock e noleggiato tramite documenti falsi.
Altri sospetti e dinamica dell’attacco
Questa estradizione rappresenta la seconda cattura nel caso del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Ad agosto 2024, infatti, un altro ucraino, Wolodymyr Z., sospettato di aver partecipato all’azione, è sfuggito all’arresto tornando in Ucraina dalla Polonia.
La dinamica esatta dell’attacco resta ancora incerta e intanto si moltiplicano le speculazioni, non solo in relazione all’eventuale attuazione del piano, ma anche attribuendo responsabilità nascoste a pressoché tutti i protagonisti della scena geopolitica mondiale.
Reazioni internazionali e politica ucraina
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha respinto chi lo accusa di connivenza, dichiarando che il governo non era a conoscenza del presunto attacco.
Restano al momento incerte anche le possibili implicazioni del caso per il “rivale” di Zelenskyj, Valerij Saluschnyj, ex generale e possibile successore, sospettato di essere coinvolto nell’azione di sabotaggio.




