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Tribunale tedesco: coprire svastiche con la vernice non è reato

I graffiti sono illegali, tecnicamente. Ma sono sempre sbagliati o sempre punibili? Il tribunale distrettuale di Göttingen ha stabilito che esiste almeno un’eccezione: coprire con la vernice le svastiche disegnate sulla fiancata di un palazzo non costituisce necessariamente reato, anche se i proprietari del palazzo non hanno autorizzato questa operazione. La controversia nasce dall’azione dell’associazione Bündnis gegen Rechts (Alleanza contro la destra), che ha ricoperto con cuori viola circa 80 simboli nazisti in un complesso residenziale della cittadina tedesca.

La vicenda dell’Iduna-Zentrum

L’edificio in questione l’Iduna-Zentrum di Göttingen, già noto per essere uno degli edifici in peggiori condizioni abitative di tutta la Germania. Un uomo di 41 anni aveva imbrattato le pareti con circa 80 simboli nazisti nei mesi precedenti all’intervento degli attivisti.

L’Alleanza contro la destra aveva formalmente richiesto all’amministrazione condominiale con sede ad Hannover la rimozione completa delle svastiche, ma l’unico intervento messo in atto è stata una verniciatura provvisoria che manteneva perfettamente visibile la forma dei simboli, semplicemente cambiandone il colore da nero a bianco. “Una rimozione definitiva e a regola d’arte dei danni richiede lavori di ristrutturazione di ampia portata, che comportano costi considerevoli”, aveva dichiarato l’amministrazione dell’edificio al quotidiano Göttinger Tageblatt. Secondo la società, una misura così onerosa necessitava l’approvazione di un’assemblea dei proprietari. Insomma, non c’era proprio modo di far sparire davvero quelle svastiche dalla facciata del palazzo, nonostante, in teoria, la tolleranza per l’esposizione di simboli nazisti in Germania sia pressoché nulla. 

Ezra Rudolph, rappresentante dell’associazione, ha riferito ai media (oltre che in tribunale) la frustrazione di quei giorni: “Si è aspettato più di 60 giorni affinché l’amministrazione condominiale rimuovesse in modo professionale i circa 80 simboli. Alla fine abbiamo deciso che dovevamo farlo noi stessi”.

L’azione degli attivisti e le conseguenze legali: coprire svastiche con la vernice non è reato

A dicembre scorso, alcuni attivisti, armati di vernice viola, hanno deciso di passare all’azione diretta, coprendo le svastiche con cuori colorati.

La reazione dell’amministrazione condominiale è stata più veemente con gli attivisti antifascisti, piuttosto che con gli autori dei graffiti con le svastiche. A gennaio, infatti, ha sporto denuncia contro Rudolph per danneggiamento della proprietà. La procura ha inizialmente richiesto una multa di 500 euro, accusando Rudolph di “aver modificato in modo non irrilevante e non solo temporaneo l’aspetto di un oggetto altrui senza autorizzazione”.

Quattro testimoni della polizia sono stati nominati per esaminare i graffiti a forma di cuore che ricoprivano le svastiche e il loro verdetto iniziale aveva confermato il reato di danneggiamento, poiché gli attivisti non avevano agito con il permesso dei proprietari dell’immobile.

La sentenza del tribunale

Il tribunale distrettuale di Göttingen ha però ribaltato la prospettiva della procura. Con la sentenza (rif. 37 Cs 301 Js 8329/25), la corte ha stabilito che non sussistevano sufficienti indizi di reato e che Rudolph aveva “semplicemente ricoperto con della vernice i graffiti già presenti sui muri”. Quando l’aspetto complessivo non cambia “in senso giuridico”, il reato di danneggiamento non sussiste.

Il ragionamento del tribunale va oltre l’aspetto meramente tecnico. I giudici sottolineano che ciò vale a maggior ragione se l’oggetto dei primi graffiti sono “contenuti palesemente incostituzionali che dovevano essere rimossi dal proprietario”. La decisione respinge così la condanna alla multa di 500 euro.

Implicazioni giuridiche e sociali della decisione

L’avvocato di Rudolph, Sven Adam, ha commentato la sentenza andando anche oltre: “Chi, in un edificio in cui vivono molte persone con un background migratorio, non rimuove svastiche grandi metri e invece perseguita chi le ricopre con della vernice, dovrebbe finire sul banco degli imputati”.

L’Alleanza contro la destra accoglie con soddisfazione il verdetto. Secondo Rudolph, la decisione “non solo rafforza la fiducia nello Stato di diritto e nelle sue autorità di controllo, ma rafforza anche tutte le persone che non tollerano espressioni anticostituzionali negli spazi pubblici e dimostrano coraggio civile”.

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