Proteste e una petizione globale contro l’incarico di Annalena Baerbock all’ONU
L’ex ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock (Verdi) ha assunto la presidenza dell’80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ma non senza controversie. Una mobilitazione di portata internazionale si è scatenata contro la sua nomina e due movimenti, DiEM25 e Progressive International, hanno addirittura dato vita alla campagna “Block Baerbock“, raccogliendo oltre 75.000 firme per impedire all’ex ministra del governo Scholz di occupare una delle più prestigiose posizioni all’ONU.
Yanis Varoufakis, co-fondatore di DiEM25, ha sostenuto che, “in un momento in cui il diritto internazionale è quotidianamente sotto attacco […] l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite deve essere una voce per la pace, per la giustizia e per il rispetto del diritto internazionale, non una piattaforma per politici complici di crimini contro l’umanità”.
Il mandato di Baerbock all’Assemblea Generale dell’ONU è già iniziato
Nonostante Baerbock abbia già iniziato il mandato ONU a settembre, i promotori dell’iniziativa continuano a diffondere la campagna, nella speranza di poter rovesciare la situazione. L’obiettivo dichiarato è generare una pressione internazionale tale da spingere l’assemblea verso una risoluzione che ne richieda le dimissioni e incoraggiare gli Stati Membri a rifiutarsi di lavorare con lei, fino a rendere il suo ruolo praticamente ingestibile.
I promotori della campagna vedono nella nomina di Baerbock “un nuovo minimo storico per la diplomazia internazionale”. La preoccupazione è che questa scelta possa normalizzare posizioni controverse in ambito ONU, minando la credibilità dell’organizzazione presso l’opinione pubblica mondiale.
Le accuse che alimentano la protesta
“Il curriculum di Baerbock la squalifica dal rappresentare la maggioranza del mondo” – così hanno dichiarato i portavoce delle organizzazioni promotrici. Le critiche si concentrano principalmente sul suo approccio durante la crisi di Gaza, rispetto alla quale l’allora ministra tedesca ha mantenuto una posizione di costante e inflessibile sostegno a Israele.
“Mentre milioni di persone scendevano in piazza per chiedere la fine delle operazioni militari a Gaza”, si legge nelle motivazioni della petizione, Baerbock ha sostenuto con determinazione la campagna israeliana. Il suo supporto è stato non solo ideologico, ma anche diplomatico, militare e finanziario.
Particolarmente controverse sarebbero le dichiarazioni nelle quali Baerbock avrebbe difeso la distruzione di infrastrutture civili come scuole e ospedali di Gaza, motivata dalla presunta presenza di “infrastrutture terroristiche”. Queste affermazioni, contestate da giuristi e organizzazioni umanitarie internazionali, sono equiparate dai critici di Baerbock a una giustificazione dei crimini di guerra che la Corte Penale Internazionale contesta a Benjamin Netanyahu e a parte del suo esecutivo.
Anche nel caso degli attacchi diretti ai civili, Baerbock è accusata di aver lefittimato le operazioni militari di Israeleinvocando il diritto all’autodifesa, nonché di aver bloccato sistematicamente i tentativi di cessate il fuoco che si sono succeduti prima della fine del suo mandato. Anche dopo l’emissione dei mandati di arresto emessi contro funzionari israeliani accusati di crimini contro l’umanità, Baerbock si è opposta all’esecuzione di tali ordini, nonostante la Germania faccia parte della Corte Penale Internazionale. Inoltre, ha suscitato scalpore la sua opposizione al caso intentato dal Sudafrica contro Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, iniziativa che Baerbock ha respinto definendola “priva di fondamento”, nonostante le conclusioni della corte abbiano riconosciuto la fondatezza delle posizioni espresse dalle autorità sudafricane.
Da ultimo, nel 2023, sotto la gestione Baerbock, la Germania ha autorizzato esportazioni militari verso Israele per oltre 400 milioni di euro – una politica, comunque, proseguita senza grosse alterazioni anche dal governo successivo, nonostante qualche critica mossa al governo di Netanyahu in occasione a episodi specifici.



