Gassi al Block 7: il rifugio verde della Friedrichstadt di Berlino
di Elena e Paolo Brasioli, disegno di Paolo Brasioli
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Friedrichstadt meridionale fu tutta gravemente danneggiata. L’area, oggetto poi della ricostruzione nell’ambito del piano IBA, denominata “Block 7”, era stata per la maggior parte sgomberata negli anni seguenti a causa delle gravi distruzioni. Alcuni edifici storici in Dessauer Straße (ai civici 24 e 28/29) sono stati conservati, ed anche a Schöneberger Straße, verso il come confine settentrionale del lotto. E proprio nel porto fluviale di Schöneberg fu costruito uno dei più grandi impianti di recupero delle macerie di Berlino, e, causa anche dell’espansione del porto occidentale, il bacino è stato riempito di sabbia ed è stato costruito il piacevole Mendelssohn-Bartholdy-Park.
Alla scoperta del Block 7: un’oasi verde in città
Pertanto, nel 1983 furono formulati obiettivi dimostrativi e guida che richiedevano la riformulazione urbanistica dei margini del blocco con l’edilizia residenziale del centro città e con enfasi sul vecchio confine della città nella parte meridionale del blocco. L’altezza degli edifici doveva essere adattata a quella esistente, con una riabilitazione del paesaggio urbano del periodo prebellico. Gli spazi verdi di collegamento urbani all’interno del blocco dovevano essere inclusi nella pianificazione, così come un ampio e gradevole tratto verde per l’attraversamento del blocco verso i quartieri residenziali e i vari parchi limitrofi. Questo aveva lo scopo di creare un luogo molto tranquillo e rilassante, come di fatto è tuttora.
Architettura, giardini e spazi tranquilli: il cuore del quartiere
Pertanto, la definizione strutturale dell’interno del blocco è stata intesa come una sequenza suggestiva di aree a giardini, piccoli parchi e cortili che si fondono l’una nell’altra. Fu previsto un utilizzo del risparmio energetico passivo, come giardini d’inverno e serre, e riscaldamento ad accumulo. I tetti solari per l’acqua di consumo dovevano servire come produzione attiva di energia. L’orientamento a forma di cuneo del blocco, con la punta a sud, è stato particolarmente adatto a questo obiettivo dimostrativo. Il tutto offre un’alta qualità abitativa per le persone e famiglie residenti.
Anche l’inclusione di piccoli dettagli decorativi e stilistici di facciata ricorrenti negli edifici, come la muratura a mattoni a vista, i rivestimenti in pietra, le strutture chiare delle finestre, gli elementi ceramici blu e le superfici in intonaco bianco, crea l’impressione di uno stile architettonico comune e consente una percezione di vivere in un’omogeneità di fasi di costruzione, con un’immagine attenta e ben studiata.
Quindi il “Block 7” è davvero una pausa urbana rilassata e preziosa, tutta da vivere per passeggiate e Gassi felici! Tschüss!
L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura
Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
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