Migrazione, Merkel rivendica le sue scelte. Aiutano AfD? “Ciò che è giusto e umano va fatto”
Sono passati dieci anni da quando Angela Merkel pronunciò il celebre motto «Ce la faremo», simbolo delle scelte sulla migrazione del 2015 che portarono all’apertura dei confini e all’accoglienza di centinaia di migliaia di rifugiati.
Ancora oggi, l’ex cancelliera si dice sorpresa dalle critiche a quella frase, ma difende con fermezza la sua posizione: per lei, dignità e umanità devono restare i pilastri delle politiche sui rifugiati. Le sue parole, ribadite nel documentario di ARD “10 anni di ‘Ce la faremo!’”, arrivano in un momento in cui la Germania di Friedrich Merz si muove verso un approccio più rigido e radicale, segnando una netta rottura con l’eredità politica di Merkel.
Angela Merkel e le sfide dell’accoglienza dopo il 2015
Nel biennio 2015-2016 la Germania ha ricevuto oltre un milione di richieste d’asilo. Le conseguenze sono state spesso difficili da gestire in termini di centri di accoglienza sovraffollati, carenza di alloggi, comuni ed enti locali incapaci di gestire le complessità delle emergenze e diverse difficoltà legate a integrazione e sicurezza.
Questa fase portò ha portato in quegli anni a una forte polarizzazione politica, che ha favorito la crescita di AfD, nato nel 2010 come partito di protesta. Merkel riconosce che le sue scelte possano aver dato margine di crescita all’ultradestra, ma sottolinea che questo non potesse e non possa essere un motivo sufficiente per “non fare ciò che si ritiene “giusto, importante e rispettoso della dignità umana”.
Migrazione: la frattura interna alla CDU
Le decisioni prese da Merkel in materia di migrazione hanno anche aperto divisioni profonde all’interno della CDU e l’elezione nel 2022 a presidente del partito di Friedrich Merz, storico rivale dell’ex cancelliera, ha segnato l’epilogo di quella spaccatura.
Con Merz, la CDU ha infatti proclamato ufficialmente una “svolta sull’asilo”, prendendo ufficialmente le distanze dalla precedente politica migratoria e arrivando persino a votare insieme all’ultradestra in vista delle ultime elezioni, rompendo il tabù del Brandmauer. Decisione, questa, duramente criticata da Merkel.
Merkel: “Il problema va affrontato a livello europeo”
Nonostante le critiche, Merkel non ha mai cambiato posizione. Nel giugno scorso ha incontrato un gruppo di rifugiati in un evento documentato da WDR, ribadendo la sua contrarietà ai respingimenti alle frontiere.
Per Merkel, la gestione delle migrazioni deve restare una sfida europea. Nella sua visione, solo un coordinamento comune può garantire risultati concreti, mentre le soluzioni semplicistiche vicine ai populismi non offrono risposte reali. Guardare la complessità e fornire risposte che ne tengano conto è l’unica soluzione. “Questa è arte di governo, arte diplomatica” ha sottolineato la politica cristiano-democratica.
Friedrich Merz: “No, non ce l’abbiamo fatta”
Il cancelliere Friedrich Merz continua dal canto suo a criticare apertamente l’eredità di Merkel. In una conferenza stampa tenutasi nel corso dell’estate, quando gli è stato chiesto se la Germania “ce l’avesse fatta”, ha risposto: “Oggi sappiamo che in quell’ambito, quello che lei intendeva allora, evidentemente non ce l’abbiamo fatta”.
Merkel, invece, ribadisce che il processo è ancora in corso: molto è stato fatto, “e ciò che resta da fare, deve continuare a essere fatto”, con determinazione e responsabilità.




