Bandiera israeliana sul municipio di Berlino: il sindaco conferma “non la toglieremo”
Davanti al Rotes Rathaus, sede del governo della Città Stato di Berlino, sventola ormai da tempo la bandiera israeliana e, per ora, non verrà rimossa. Ad affermarlo è stato il sindaco di Berlino Kai Wegner (CDU), che su X ha ribadito: la liberazione degli ostaggi è una priorità assoluta e la bandiera resterà davanti alla sede del governo fino a quando l’ultimo ostaggio trattenuto a Gaza non sarà tornato a casa. Il fatto che la dichiarazione arrivi in questo momento non è casuale: nonostante non l’abbia citato espressamente nel suo post su X, Wegner è fra quegli esponenti della CDU che osteggiano la decisione del cancelliere Friedrich Merz di limitare le forniture di armi a Israele.
E d’altra parte, non è un caso che, negli ultimi mesi, la polizia di Berlino si sia distinta, anche a livello internazionale, per la brutale repressione delle manifestazioni di solidarietà con la Palestina, sollevando proteste accese tanto da parte dell’opposizione locale quanto delle associazioni che a livello internazionale si occupano di questo tema.
Wegner: “piena solidarietà a Israele”. La bandiera israeliana resta sul municipio di Berlino
Il leader della CDU berlinese ha ribadito la sua posizione ricordando il 7 ottobre 2023, data dell’attacco di Hamas a Israele. Un’azione violenta, ha sottolineato, in cui centinaia di persone sono state uccise o rapite. Ancora oggi, molti di quegli ostaggi restano nelle mani dell’organizzazione palestinese, in pericolo costante di morte. Alcuni sono cittadini tedeschi e, ricorda il primo cittadino, il timore per la loro sorte è vivo.
“Israele merita la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno”, ha dichiarato Wegner, aggiungendo che il Paese ha il diritto di proteggere la propria popolazione. Per garantire sicurezza nella regione, ha detto, è indispensabile fermare il terrorismo di Hamas. Nel frattempo, va assicurato che gli aiuti umanitari raggiungano la popolazione civile di Gaza, che – nelle parole del sindaco – soffre anch’essa sotto il controllo di Hamas. Solo eliminando questa minaccia, sostiene, si potrà parlare di una concreta possibilità di pace.
La posizione di Wegner riflette quella più “tradizionale” della CDU, che ha iniziato a scricchiolare negli ultimi mesi. Nonostante l’Unione presenti ancora il fronte più incline a prendere le parti di Israele senza flessioni, alcuni esponenti del partito, come appunto il cancelliere Friedrich Merz e il Ministro degli Esteri Johann Wadephul, hanno espresso riserve rispetto alle condizioni della popolazione civile di Gaza, decimata dai bombardamenti di obiettivi civili tanto quanto dalla mancanza di acqua, cibo e medicinali, dovuta al blocco imposto da Israele. Le conseguenza di tale blocco dovrebbero in teoria essere mitigate dai lanci di aiuti ai quali la Germania partecipa, che però, nei fatti, non solo non arrivano neppure ad arginare la crisi umanitaria, ma rischiano anche di essere pericolosi per i civili.




