A Berlino, la tensione tra libertà di espressione e sicurezza pubblica continua a crescere. In particolare, lo slogan pro-pal “From the river to the sea, Palestine will be free” (Palestina libera dal fiume al mare) è al centro di un acceso dibattito legale e politico.
Nonostante alcune sentenze favorevoli alla libertà di manifestazione, infatti, la polizia della capitale tedesca ha deciso di continuare a intervenire ogni volta che lo slogan viene pronunciato in pubblico.
La posizione della polizia di Berlino
Secondo la portavoce della polizia, Anja Dierschke, le forze dell’ordine sono obbligate a intervenire in presenza di un sospetto di reato e lo slogan è ritenuto dalla procura potenzialmente perseguibile. Il motivo consisterebbe nel fatto che chiedere una Palestina libera “dal fiume al mare”, e cioè nel territorio tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo, dove oggi si trova lo Stato di Israele, può essere interpretato come una negazione del suo stesso diritto all’esistenza.
Per questo motivo, la polizia è tenuta a raccogliere le generalità di chi lo pronuncia, anche se la valutazione definitiva sulla legalità spetta poi al sistema giudiziario.
Incertezza giuridica e sentenze contrastanti
I tribunali di Berlino hanno espresso opinioni divergenti in merito alla perseguibilità dello slogan. In un caso recente, ad esempio, la nota attivista Yasemin Acar è stata assolta dall’accusa di averlo usato.
Il giudice non ha considerato il gesto un sostegno diretto ad Hamas (il ministero dell’Interno tedesco ritiene lo slogan un simbolo dell’organizzazione palestinese), né lo ha classificato come reato. Tuttavia, questa decisione non ha chiarito definitivamente la questione legale, lasciando la polizia in una situazione di incertezza operativa.
Contesto: manifestazioni e tensioni a Berlino
Dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Berlino ha registrato un’intensa attività di protesta. Tra il 1° maggio e il 31 luglio, la polizia ha contato oltre 260 manifestazioni annunciate, oltre a numerosi cortei spontanei. Circa due terzi di questi eventi avevano un chiaro orientamento propalestinese. In questo contesto, lo slogan “From the river to the sea” è diventato un simbolo ricorrente e controverso.
Tra principio di precauzione e diritti civili: una situazione difficile da gestire
La combinazione tra pressione pubblica, frequenza delle manifestazioni e incertezza giuridica pone la polizia in una posizione delicata. Intervenire ogni volta che lo slogan viene usato è una scelta basata sul principio di precauzione, ma non priva di rischi in termini di diritti civili. Dierschke sottolinea l’importanza di fornire chiarezza agli agenti impegnati nelle operazioni, anche in assenza di una linea giurisprudenziale univoca.
Insomma, la controversia sullo slogan “Dal fiume al mare” riflette un più ampio conflitto tra libertà di espressione e ordine pubblico. In attesa di indicazioni più chiare, la polizia di Berlino continuerà a intervenire. La questione, comunque, sembra destinata a far discutere ancora a lungo.




