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Protesta contro il centro di espulsione al BER: “Qui si svuota il diritto all’asilo”

Il comune di Schönefeld ha approvato un piano regolatore che prevede la costruzione di un nuovo centro per l’ingresso e l’uscita dei rifugiati nei pressi dell’aeroporto BER. Le organizzazioni per i rifugiati parlano però di un centro di espulsione, che di fatto limiterà il diritto fondamentale all’asilo.

Mercoledì sera, un gruppo di circa 25 attivisti ha protestato, per questo, davanti al municipio cittadino. È stata inoltre presentata anche una petizione collettiva.

Centro di espulsione approvato a maggioranza

La decisione che consente la costruzione del centro è stata presa a maggioranza e il progetto prevede che sia un investitore privato a costruire la struttura, che sarà in seguito affittata dallo Stato. La mancanza di una gara pubblica per l’assegnazione dell’appalto ha alimentato ulteriori critiche.

Il centro, che dovrebbe essere operativo dal 2028, includerà una zona transito per le procedure di asilo, una struttura detentiva per le espulsioni, oltre a uffici per la Polizia Federale, il BAMF (Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati) e l’Ufficio Immigrazione. Il suo scopo dichiarato è quello di coordinare le attività legate all’ingresso e all’espulsione dei migranti.

Proteste davanti al municipio: “Rifugiati privati dei loro diritti”

Mercoledì sera, circa 25 persone hanno partecipato a una veglia simbolica di protesta organizzata dall’associazione “Wir packen’s an”, proprio davanti al municipio di Schönefeld. Durante l’evento, i manifestanti hanno distribuito una dichiarazione firmata da oltre 100 organizzazioni, tra cui associazioni per i diritti umani e gruppi ecclesiastici.

Diversi attivisti hanno sottolineato come il progetto di fatto privi i rifugiati dei loro diritti. “Le persone verrebbero detenute anche senza aver commesso alcun reato: l’unico loro errore sarebbe avere il passaporto sbagliato” ha dichiarato Lola Brenner, membro dell’iniziativa “Impedire il carcere per le espulsioni al BER”.

Organizzazioni umanitarie e sinistra esprimono perplessità

Chi critica il progetto teme inoltre che il centro crei un sistema di asilo selettivo, che divida i richiedenti asilo in rifugiati “buoni” e “cattivi”. Uomini afghani, attivisti curdi e persone provenienti dall’Iran, per esempio, “non ricevono spesso protezione, nonostante fuggano da persecuzioni”, sottolinea Brenner. L’attivista sostiene inoltre che il centro in costruzione intensificherà la selezione e negherà a molti il diritto a un giusto processo.

Anche Pascal Merkes, vicepresidente di distretto di Die Linke, ha espresso forte preoccupazione. “Qui si tenta di svuotare il diritto all’asilo, ostacolando l’assistenza legale per accelerare le espulsioni. E questo è in contrasto con i principi dello stato di diritto” ha dichiarato l’esponente di sinistra.

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