Divieto di portare coltelli sui mezzi pubblici di Berlino: nuove regole per la sicurezza urbana
Giovedì 17 luglio è entrata in vigore una regola destinata, almeno in teoria, ad avere un impatto considerevole sulla sicurezza urbana della capitale tedesca. Berlino ha introdotto un divieto generale di portare coltelli e armi sui mezzi di trasporto pubblici, nel tentativo di porre un freno all’escalation della criminalità violenta che ha interessato anche il sistema di trasporti cittadino. La decisione, approvata dal Senato berlinese il 24 giugno scorso con il sostegno di CDU ed SPD, si basa sulla legge federale sulle armi e mira a creare un ambiente più sicuro per i milioni di passeggeri che quotidianamente utilizzano i trasporti pubblici della metropoli.
Dove si applica il divieto di portare coltelli sui mezzi pubblici di Berlino
La nuova normativa si estende a tutto il sistema di trasporto pubblico berlinese, dai treni della S-Bahn e della U-Bahn agli autobus, ai tram e alle relative infrastrutture. L’area di applicazione comprende non solo i veicoli, ma anche gli edifici delle stazioni ferroviarie, i binari e gli accessi alle strutture di trasporto. Risultano invece escluse dal divieto le fermate degli autobus e dei tram situate all’aperto.
Il regolamento vieta espressamente il trasporto di coltelli di ogni tipo, pistole a salve, armi a gas lacrimogeno e armi di segnalazione. Particolare attenzione è rivolta a specifiche categorie di coltelli spesso associati a determinati contesti sociali, come i coltelli a serramanico e i coltelli a molla, frequentemente utilizzati da giovani in ambienti urbani considerati problematici.
Lo spray al peperoncino rappresenta l’unica eccezione significativa al divieto generale. Il motivo è semplice: le autorità locali riconoscono che il suo utilizzo è diffuso specialmente tra le donne, che lo portano con sé come strumento di difesa personale.
Categorie professionali ed eccezioni
Il Senato ha previsto specifiche eccezioni per determinate categorie professionali il cui lavoro richiede necessariamente l’utilizzo di strumenti potenzialmente classificabili come armi bianche. Le forze dell’ordine e i vigili del fuoco mantengono naturalmente il diritto di portare i propri equipaggiamenti, mentre particolare rilevanza assume l’eccezione per cuochi e operatori della ristorazione che trasportano coltelli professionali.
Un aspetto tecnico importante riguarda la modalità di trasporto: il divieto non si applica quando l’oggetto non risulta facilmente accessibile. La normativa stabilisce che se sono necessari almeno tre passaggi per estrarre un coltello da uno zaino o da un contenitore, non si configura violazione del regolamento. Inoltre, i coltelli appena acquistati e ancora nella confezione originale non rientrano nel divieto. Questo vuol dire che chi porta con sé, per esempio, un oggetto potenzialmente pericoloso in una confezione chiusa, all’interno di uno zaino o di una borsa, non incorrerà in alcuna violazione della nuova norma.
Un elemento particolarmente significativo della nuova normativa riguarda la sua applicazione universale: anche i cittadini regolarmente autorizzati al porto d’armi non possono derogare al divieto quando si trovano sui mezzi di trasporto pubblico.
Perché è stato introdotto il divieto
La senatrice dell’Interno Iris Spranger (SPD) ha delineato chiaramente la filosofia alla base della nuova normativa, dichiarando che “armi e coltelli non hanno nulla a che fare con gli spazi pubblici e i mezzi di trasporto pubblico a Berlino”. L’evento scatenante che ha accelerato l’adozione del provvedimento è stato un tragico episodio di violenza verificatosi ad aprile nella metropolitana di Charlottenburg, dove un accoltellamento ha causato la morte di un ventnovenne. Questo incidente ha catalizzato l’attenzione pubblica sulla necessità di misure concrete per garantire la sicurezza nei trasporti pubblici.
Naturalmente, del problema si parlava anche prima: nel 2024, Berlino ha registrato 3.412 reati commessi con coltelli, di cui circa la metà afferiscono all’ambito delle minacce. Questi numeri si inseriscono in un trend nazionale di crescita dei reati e delle minacce con armi bianche negli spazi pubblici.
Sarà possibile far rispettare la nuova regola?
Il divieto sui mezzi pubblici non è, in realtà, che un’estensione di divieti già esistenti. Da metà febbraio, per esempio, erano già operative zone di divieto nel Görlitzer Park, al Kottbusser Tor a Kreuzberg e alla Leopoldplatz a Wedding. In questi ambiti territoriali, le autorità hanno registrato il sequestro di quasi 100 coltelli e altri oggetti pericolosi, con 150 infrazioni contestate. La nuova situazione giuridica modifica e amplia sostanzialmente le modalità operative delle forze dell’ordine, conferendo maggiori poteri di intervento. La polizia e la polizia federale, competente per i treni regionali e suburbani, possono ora effettuare controlli indipendentemente dalla presenza di specifici elementi di sospetto.
I primi quindici giorni successivi all’entrata in vigore del divieto sono caratterizzati da operazioni mirate intensive, volte a informare la popolazione e garantire il rispetto della nuova normativa. Gli oggetti vietati rinvenuti durante i controlli vengono immediatamente sequestrati dalle autorità competenti. L’efficacia dei controlli preventivi è già stata testata nelle dodici grandi stazioni della S-Bahn dove, dalla fine di maggio, la polizia federale aveva anticipatamente introdotto misure restrittive. In sole quattro settimane, le autorità hanno sequestrato 319 oggetti proibiti, tra cui 167 coltelli di vario tipo, 20 armi da taglio e sette armi da fuoco, controllando complessivamente 4.754 persone.
Sanzioni e conseguenze delle violazioni
Il sistema sanzionatorio previsto per le violazioni del divieto presenta caratteristiche particolarmente severe. Le multe possono raggiungere l’importo massimo di 10.000 euro, configurando una deterrenza economica significativa. Tuttavia, l’aspetto più innovativo riguarda la possibilità di revoca della patente di guida in caso di violazioni ripetute.
La revoca della patente non è automatica, ma può essere disposta quando le violazioni fanno sorgere “dubbi sull’idoneità caratteriale” del trasgressore.
Non tutti sono d’accordo
Benjamin Jendro, portavoce del sindacato della polizia di Berlino GdP, ha espresso riserve sull’efficacia del provvedimento, definendolo “un intervento molto frammentario che suggerisce una sicurezza che non può essere garantita”. Le critiche si concentrano principalmente sull’impiego di risorse umane considerato sproporzionato rispetto ai risultati ottenibili nella prevenzione di attacchi specifici con coltelli. Secondo questa posizione, il divieto rappresenterebbe più un “diversivo” simbolico che una soluzione concreta al problema della criminalità violenta.




