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Lezioni di nuoto obbligatorie nelle scuole elementari: la richiesta della sinistra tedesca

I bambini tedeschi non sanno nuotare. A lanciare l’allarme è Die Linke, che definisce il nuoto “un diritto fondamentale”, denuncia il leader del partito Jan van Aken, sintetizzando e propone un piano d’azione che punta a un cambiamento strutturale, con lezioni di nuoto fin dall’infanzia.

Il contesto, sostiene il partito, è preoccupante. Secondo le ultime stime, circa metà dei bambini non è in grado di nuotare in modo sicuro al termine della scuola elementare. Parallelamente, il numero di morti per annegamento ha registrato un’impennata allarmante: dai 99 casi del 2021 si è passati a ben 411 nel 2024. Per Die Linke, si tratta di una catastrofe annunciata. In un solo fine settimana di giugno, almeno quindici persone hanno perso la vita in incidenti balneari – il dato più alto dell’anno. Nessuna previsione può dire con certezza cosa accadrà nei mesi futuri, ma la tendenza è già chiara.

Davanti a numeri così crudi, e a una generazione che cresce senza competenze base per la sicurezza in acqua, ignorare il problema non è più un’opzione. Die Linke solleva la questione con forza, ribadendo che il diritto al nuoto non può essere lasciato al caso, alla fortuna o alla disponibilità economica delle famiglie.

Le piscine scompaiono, i rischi aumentano

Un problema che molti ignorano finché non accade il peggio: la chiusura sistematica delle piscine pubbliche. È un fenomeno silenzioso, che non viene percepito come una delle grandi ingiustizie del nostro tempo, ma che negli anni ha ridotto drasticamente le possibilità per i bambini di imparare a nuotare. Piscine chiuse, strutture decadenti, carenza cronica di personale qualificato. In particolare, le comunità più svantaggiate risultano tagliate fuori da qualsiasi accesso regolare al nuoto. Anche qui si risente della cronica carenza di personale: ci sono sempre meno bagnini, sempre meno istruttori.

Il risultato è inevitabile: mancano spazi e mezzi. E quando si sommano condizioni simili su scala nazionale, è facile capire come un semplice tuffo in acqua possa trasformarsi in tragedia, se non si sono appresi i più semplici rudimenti del nuoto e della sicurezza in acqua.

La proposta di Die Linke: lezioni di nuoto obbligatorie a scuola

Per contrastare l’emergenza, Die Linke propone un piano in cinque punti. Tra le misure chiave, spicca la richiesta di rendere obbligatorie le lezioni di nuoto nella scuola primaria. Ma non basta introdurre un obbligo: servono le condizioni materiali per renderlo possibile. A partire da piscine funzionanti e vicine al luogo di residenza – non è pensabile costringere famiglie e scuole a lunghi spostamenti per una lezione di mezz’ora.

Secondo il piano, ogni scuola dovrebbe poter contare su orari adeguati d’accesso agli impianti, su personale competente e su infrastrutture in buono stato. Inoltre, l’ingresso alle piscine pubbliche dovrebbe essere accessibile a tutti i bambini, con un biglietto simbolico da un euro – e addirittura gratuito laddove necessario.

Investimenti strutturali e nuovi posti di lavoro

Oltre alle lezioni obbligatorie, la sinistra chiede un impegno finanziario concreto da parte del governo federale. Non solo una tantum, ma un investimento continuativo: almeno un miliardo di euro all’anno fino alla metà del prossimo decennio, destinato esclusivamente al recupero e alla modernizzazione delle piscine pubbliche.

Il fondo speciale attualmente previsto per l’intero comparto sportivo, infatti, sarebbe troppo poco. Per affrontare davvero l’emergenza, servono strutture accessibili, sostenibili, prive di barriere architettoniche, piacevoli da vivere. E poi c’è il nodo del personale. La proposta è chiara: creare posti di lavoro regolati da contratti collettivi, con salari dignitosi e condizioni sicure. Anche chi insegna nuoto volontariamente dovrebbe poter contare su permessi e supporti concreti, in ogni Land.

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