Berlino: 550 appartamenti al posto del SEZ di Friedrichshain
Nel tratto tra la Landsberger Allee e il Volkspark Friedrichshain, a Berlino, si trova ancora il SEZ, un edificio che per i residenti è un simbolo dei tempi della DDR e che, dopo lunghissime controversie, sta per essere demolito. Anni di incertezza e scontri legali sono stati necessari per decidere il destino dell’ex centro sportivo acquatico, ma ormai la decisione è presa: si andrà verso la demolizione completa dell’edificio esistente, mantenendo solo pochi frammenti simbolici.
Il compito di delineare il futuro dell’area è stato affidato allo studio di architettura Stefan Forster, che svilupperà entro la fine dell’anno uno studio di fattibilità su incarico della società immobiliare statale Berlin-Mitte (WBM), che possiede già numerosi immobili nello stesso quartiere. L’obiettivo è una riqualificazione totale che guardi avanti, puntando su spazi abitativi, servizi e sostenibilità.
Un piano di riqualificazione radicale per il SEZ
Chi sperava in un compromesso – magari in una ristrutturazione parziale – dovrà accettare una direzione diversa. Nonostante le richieste di numerosi attori della politica locale e della società civile per preservare parte della struttura, la linea scelta è quella della ricostruzione totale.
“La conservazione dell’edificio non rientra nelle ipotesi esaminate,” ha spiegato il portavoce di WBM, Matthias Borowski. Al suo posto sorgerà un nuovo blocco urbano, con più funzioni.
Focus su edilizia abitativa e sostenibilità
Il progetto prevede la costruzione di oltre 550 nuovi appartamenti: metà dei quali destinati all’edilizia sociale. Ma non si tratta solo di case. È in programma anche la costruzione di un’ampia area commerciale.
L’intervento si estende su circa 30.000 metri quadrati, con l’obiettivo di creare un circondario vivibile e connesso, integrato nel tessuto urbano di Friedrichshain. Una riqualificazione che includerà anche pratiche di sostenibilità ambientale, come l’infiltrazione dell’acqua piovana, e l’impiego di metodi costruttivi modulari e seriali.
Memorie del SEZ che sopravvivono alla demolizione
Se l’edificio verrà abbattuto, alcuni elementi simbolici del SEZ saranno preservati – riassemblati e inseriti nel paesaggio verde del futuro parco. Un modo per non cancellare del tutto il ricordo.
Tra questi, il trampolino originale della piscina, che verrà collocato accanto a uno stagno nel vicino parco, e la statua Die Badenden (“Le bagnanti”). Alcune strutture in acciaio, tra cui l’ex ponte e parte della vecchia facciata, verranno trasformate rispettivamente in un pergolato e in una parete per l’arrampicata, nello spazio che oggi è occupato dall’edificio principale.
Un luogo carico di storia collettiva
Inaugurata nel 1981, il SEZ era uno dei progetti più ambiziosi e rappresentativi della DDR. La sua offerta era impressionante: piscina con onde artificiali, saune, bowling, pista da pattinaggio, palestre. Inoltre, vi si tenevano concerti, eventi sportivi, spettacoli teatrali. Era un luogo di aggregazione, di comunità.
Dopo la caduta del Muro, la struttura, fortemente sovvenzionata dallo Stato, risultò troppo onerosa per il bilancio del Land Berlino in un contesto di economia di mercato. Fu venduta nel 2003 a un investitore, con l’obbligo, mai rispettato, di ricostruire un parco acquatico. Anni di contenziosi legali ne seguirono, finché, nel 2023, l’area venne finalmente sgomberata.
Il senatore all’edilizia Christian Gaebler (SPD) è stato chiaro: non c’erano i presupposti per salvare il SEZ. Né economicamente, né strategicamente.



