AperturaAttualità

Christopher Street Day a Berlino: orgoglio, resistenza e provocazioni

Sabato si è svolto a Berlino il Christopher Street Day (CSD), ovvero la sfilata dell’orgoglio queer.  Nonostante il meteo non fosse stato clemente nei giorni precedenti e nonostante le minacce dei gruppi di estrema destra che avevano annunciato una contromanifestazione, si è trattato di un evento pacifico, che gli organizzatori non esitano a definire un successo su tutta la linea. Non solo per i numeri (centinaia di migliaia di partecipanti), ma soprattutto per l’impatto del suo messaggio politico. Lo slogan scelto per l’edizione 2025, “Mai più in silenzio!”, si è trasformato in grido collettivo, rivendicazione visibile e sonora di una comunità che non arretra. Può sembrare un fatto ovvio, in un Paese come la Germania, ma gli eventi degli ultimi mesi mostrano il contrario: altre manifestazioni di orgoglio LGBTQIA+, svoltesi nel resto del Paese nei mesi scorsi, erano state funestate da aggressioni da parte di militanti di estrema destra, al punto da far temere per la sicurezza degli organizzatori.

Anche la politica istituzionale, inoltre, era diventata teatro di polemiche legate alla manifestazione queer.

Tensioni, provocazioni e risposte creative: il CSD a Berlino risponde alla politica

Un botta e risposta che ha fatto discutere ha preso forma già nelle settimane precedenti. La presidente del Bundestag Julia Klöckner (CDU) aveva infatti vietato di issare la bandiera arcobaleno sulla sede parlamentare. Decisione difesa dal cancelliere Friedrich Merz con parole che hanno indignato: Il Bundestag non è mica un tendone da circo.”

Christopher Street Day a Berlino
Un carro allegorico davanti alla Torre della televisione durante il Christopher Street Day a Berlino Foto: EPA/CLEMENS BILAN

I partecipanti hanno risposto a tono, trasformando quel commento in carburante creativo. Cartelli con frasi come “Proprio il mio circo” o “Spazio alla democrazia, alla diversità e all’amore” si sono moltiplicati lungo il percorso. Il vicepresidente del Bundestag Omid Nouripour ha salutato la folla con un ironico “Ciao, circo!”, tra gli applausi.

Omid Nouripour vietare i verdi
Il leader dei Verdi tedeschi Omid Nouripour Foto: EPA-EFE/CLEMENS BILAN / POOL

Nel frattempo, il sindaco Kai Wegner (CDU) ha mostrato tutt’altra direzione: ha partecipato attivamente alla manifestazione e ha fatto issare la bandiera arcobaleno sull’edificio del comune, lanciando un appello contro l’odio e le violenze ancora troppo diffuse verso la comunità queer.

Una manifestazione parallela con espressioni di solidarietà per la Palestina è stata interrotta dagli agenti

Il corteo, composto da oltre 100 gruppi e circa 80 carri, ha attraversato i luoghi simbolici della città – Leipziger Platz, Potsdamer Platz, Brandenburger Tor – in un’atmosfera festosa e potente.

Nonostante l’energia celebrativa, il senso della manifestazione è stato profondamente politico. Per la prima volta, secondo gli organizzatori, non si trattava di ottenere nuovi diritti, ma di difendere quelli esistenti, messi in pericolo dagli attacchi esterni. Un cambio di prospettiva che ha mosso migliaia di persone a partecipare con maggiore convinzione.

Anche le iniziative collaterali non sono mancate: la Community Dyke March ha attraversato Kreuzberg e Neukölln, mentre 5.000 persone hanno preso parte all’“Internationalist Queer for Liberation” con un focus molto più forte sulla prospettiva intersezionale del movimento queer. Questo corteo è stato interrotto dalle forze dell’ordine e diversi manifestanti che esprimevano appoggio per la causa palestinese sono stati arrestati. Gli agenti hanno denunciato di essere stati oggetto di lanci di oggetti e di vernice. La manifestazione è stata fermata nei pressi della Kottbusser Tor, ma originariamente era previsto che si concludesse alle 21:00 circa in Oranienplatz.

Secondo le stime della polizia, circa 10.000 persone hanno partecipato a questa manifestazione, che, rispetto al CSD ufficiale, aveva una connotazione più marcatamente filopalestinese. La polizia ha identificato circa 800 persone con un legame diretto con questa causa. Gli organizzatori hanno chiesto solidarietà per la Palestina e hanno invocato una “lotta per la libertà anticolonialista, antirazzista e anticapitalista”.

Inoltre, in una simbolica risposta a Klöckner, sul prato davanti al Reichstag è stata srotolata una bandiera arcobaleno da ben 400 metri quadrati.

La contro-manifestazione: pochi presenti, diversi arresti

Anche quest’anno, purtroppo, il CSD ha dovuto fare i conti con presenze ostili. Due contro-manifestazioni dell’estrema destra erano state registrate con un totale previsto di 400 partecipanti. Alla fine, ne sono arrivati soltanto fra i 30 e i 50.

Contromanifestanti di estrema destra durante il Christopher Street Day a Berlino. La scritta sulla maglietta recita “Tutto ha un uncino, solo la croce ne ha quattro”. In questo caso la “croce” è ovviamente la “croce uncinata”, ovvero la svastica. Il riferimento è a un proverbio tedesco che recita “Alles hat ein Ende nur die Wurst hat zwei”, ovvero “Tutto ha una fine, solo la salsiccia ne ha due”. Il gioco di parole non funziona in italiano, ma la sua versione “modificata” non funziona neppure in tedesco. Foto: EPA/CLEMENS BILAN

La polizia ha arrestato sei persone ancor prima dell’inizio del corteo, tra cui l’organizzatrice e il leader del gruppo Deutsche Jugend Voran, già noto alle autorità e recentemente condannato per aggressione. Le accuse variano dalla violazione delle norme sugli esplosivi al possesso di armi all’uso di simboli anticostituzionali. Uno dei momenti più paradossali e involontariamente comici dell’intera vicenda è stato ripreso in un video, poi diffuso sui social. Si vede uno degli arrestati mentre viene riconsegnato dalla polizia a quella che si presume essere madre, che lo rimprovera aspramente per il suo comportamento con un “Adesso basta, giovanotto!”.

Gli agenti erano in tutto 1.300, supportati da 1.000 addetti alla sicurezza privata e 280 paramedici e hanno scortato alcuni partecipanti della contro-manifestazione per evitare scontri. Ma quando il corteo del CSD ha raggiunto Schöneberger Ufer, i manifestanti neonazisti hanno dovuto fronteggiare ben altro: un muro di suoni, cori e slogan urlati a gran voce, che ha annientato ogni loro tentativo di provocazione.

Alle 15:00, la contro-manifestazione era già conclusa. Senza lasciare traccia, se non nei rapporti di polizia.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio