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Germania: bandiera arcobaleno sul ministero della difesa

Le reazioni alle ormai tristemente celebri parole del cancelliere Friedrich Merz (CDU), che ha sostenuto il rifiuto della Presidente del Bundestag Klöckner di issare la bandiera arcobaleno sul Reichstag in occasione del CSD, arrivano ormai anche dagli alleati. “Il Bundestag non è un tendone da circo”, aveva detto il cancelliere, facendo infuriare tanto le associazioni lgbtqia+ quanto i professionisti circensi. Un circo a Bielefeld ha anche risposto, issando la bandiera queer e dichiarando di esigere più rispetto. Se quella presa di posizione poteva essere sminuita, non è lo stesso per quella del Ministro della Difesa Boris Pistorius (SPD), che è parte del governo Merz ed è anche uno dei politici più amati in tutta la Germania. Sul Ministero della Difesa tedesco, infatti, il 3 luglio è stata issata la bandiera arcobaleno accanto a quella tedesca.

Perché il ministero della difesa ha issato la bandiera arcobaleno

La bandiera è stata issata sia sulla sede di Berlino che su quella di Bonn del Ministero della Difesa ed esplicitamente presentata “un forte segno di solidarietà con le persone queer nell’esercito, di cameratismo e di responsabilità sociale”.

La data scelta per questa dimostrazione di supporto non è casuale, poiché commemora due eventi fondamentali nel processo di trasformazione delle politiche militari tedesche in materia di orientamento sessuale e identità di genere.

Il 3 luglio del 2000 segnò l’abrogazione di un decreto che limitava significativamente le opportunità di carriera dei soldati omosessuali, negando loro l’idoneità a ricoprire ruoli di comando e precludendo le possibilità di promozione. Questo provvedimento rappresentò una svolta normativa di considerevole importanza nella storia dell’esercito federale. Il 3 luglio 2021, invece, entrò in vigore della legge di riabilitazione, che ha formalmente abrogato le sentenze considerate ingiuste e stabilito meccanismi di risarcimento per coloro che sono stati vittime di persecuzioni politiche o pratiche discriminatorie esercitate anche attraverso il potere guidiziario. Jan Stöß, capo dell’ufficio legale e futuro sottosegretario di Stato, ha sottolineato come questa iniziativa rappresenti un messaggio specifico per coloro che “all’epoca erano stati ridotti al loro orientamento sessuale durante il servizio militare”.

Su questo tema, in generale, il governo è diviso. Per esempio, il Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali, sotto la guida di Bärbel Bas (SPD), ha recentemente annunciato la decisione di rinunciare all’esposizione della bandiera arcobaleno durante il Christopher Street Day. 

Implicazioni per l’evoluzione delle politiche militari

L’iniziativa del Ministero della Difesa, oltre a essere una risposta implicita alle posizioni del Cancelliere, si inserisce in un processo di trasformazione più ampio delle politiche militari tedesche. L’affermazione di Stöß secondo cui “il vento nella Bundeswehr è cambiato” indica un orientamento strategico verso l’inclusione e la valorizzazione della diversità all’interno delle forze armate.

Questo approccio si allinea con tendenze internazionali più ampie, che vedono molte organizzazioni militari occidentali impegnate in processi di modernizzazione delle proprie politiche di inclusione. A voler speculare si potrebbe anche attribuire la decisione di esporre la bandiera arcobaleno alla necessità di non alienarsi nessuna fascia ampia della popolazione, considerando che l’esercito tedesco sta facendo di tutto per rendersi più appetibile, nella speranza di non dover istituire nuovamente il servizio militare obbligatorio per raggiungere gli obiettivi di difesa auspicati dal ministro.

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