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Polonia pronta a rinunciare ai controlli alle frontiere con la Germania, ma pone condizioni

I controlli alle frontiere nazionali sono una delle misure politiche alle quali il governo Merz ha collegato fin da subito la propria identità politica. Le possibilità di estendere queste misure nel tempo e, soprattutto, quelle di effettuare respingimenti di richiedenti asilo alle frontiere sono estremamente limitate nel contesto della legislazione comunitaria, ma tanto il cancelliere quanto il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) hanno dato mostra di voler continuare in questa direzione, in quello che hanno più volte presentato come un giro di vite senza precedenti sull’immigrazione in territorio tedesco. Inevitabilmente, questo ha creato tensioni con uno dei Paesi confinanti per i quali la Germania ha istituito controlli alle frontiere: la Polonia.

I controlli alle frontiere fra Germania e Polonia

Il governo polacco, infatti, ha istituito a propria volta controlli di frontiera con la Germania a partire da lunedì. Tuttavia, il ministro dell’Interno Tomasz Siemoniak ha dichiarato che Varsavia sarebbe disposta a rinunciare a tali misure se Berlino dovesse sospendere le proprie, in vigore ormai da ottobre 2023. 

“Se la Germania elimina i controlli, allora anche noi non avremo motivo di controllare chi entra dalla Germania”, ha dichiarato Siemoniak a Varsavia. Il ministro ha inoltre riferito di aver comunicato all’UE, nella figura del commissario per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner, l’intenzione del suo governo di introdurre i controlli come misura temporanea. Secondo Siemoniak, Bruxelles ha accolto la motivazione esposta da Varsavia.

A istituire controlli a campione al confine con la Polonia non è stato questo governo, ma il precedente a guida SPD, con l’allora Ministra dell’Interno Nancy Faeser. L’obiettivo dichiarato era quello di contrastare la migrazione irregolare. Dopo l’insediamento del nuovo governo a maggio, Dobrindt ha rafforzato le misure, ordinando anche la possibilità di respingere richiedenti asilo direttamente alla frontiera. Questa politica ha suscitato reazioni critiche da parte polacca, che ha visto nei controlli tedeschi un motivo sufficiente per introdurre misure simmetriche.

Rischio di lunghe code nelle regioni di confine

Il piano polacco ha fatto scattare l’allarme in Germania, in particolare in regioni come il Brandeburgo. Il Ministero dell’Interno tedesco ha fatto sapere di voler evitare il più possibile disagi alla circolazione, specialmente sull’autostrada A12 tra Francoforte sull’Oder e Swiecko. Per ridurre i tempi di attesa e prevenire lunghi incolonnamenti, sono allo studio interventi infrastrutturali, come la creazione di una terza corsia nel tratto interessato. La Polizia federale tedesca si è detta pronta a garantire la fluidità del traffico di persone e merci – specialmente in una regione che storicamente prospera proprio a partire dallo scambio fitto e costante di merci e persone.

Il dibattito ha coinvolto anche rappresentanti politici locali e organizzazioni economiche. Il ministro-presidente del Brandeburgo, Dietmar Woidke (SPD), insieme al rappresentante della regione polacca Lubuskie, Marcin Jablonski, ha chiesto soluzioni condivise per evitare il blocco del traffico e promuovere una maggiore collaborazione tra le due nazioni.

Woidke ha suggerito l’idea di controlli congiunti tra le forze di polizia tedesche e polacche, sottolineando come, in quanto ex coordinatore per i rapporti con la Polonia, ritenga indispensabile un segnale politico da parte del governo federale.

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