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CSD di Berlino: membri CDU presi a pugni e sputi durante il Pride

Sabato pomeriggio, il 47° Christopher Street Day – più noto come CSD – il notissimo Pride cittadino, alcuni partecipanti sono stati presi di mira, e non solo in senso figurato.

Alcuni esponenti dell’Unione dei cristiano-democratici, infatti, sono stati colpiti con sputi e pugni. A condannare l’aggressione sono stati esponenti del partito, incluso il sindaco di Berlino, ma anche gli organizzatori della manifestazione.

Pride di Berlino, cristiano-democratici nel mirino: pugni e sputi

Tra i carri che sfilavano durante il Pride, c’era anche il carro della LSU – acronimo per Lesben und Schwule in der Union – il gruppo LGBTQ dell’Unione formata da CSU e CDU, il partito del cancelliere Friedrich Merz.

Secondo quanto riportato da RBB, alcuni membri presenti sul carro sono stati aggrediti con sputi e pugni. Tra le vittime anche Lisa Knack, portavoce per le politiche queer del gruppo parlamentare della CDU a Berlino. Un’altra persona, colpita al volto, ha riportato un ematoma e ha avuto bisogno di cure mediche. Entrambe le vittime avrebbero manifestato l’intenzione di sporgere denuncia.

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Kai Wegner, sindaco di Berlino. Foto: EPA-EFE/CLEMENS BILAN

La risposta della politica: “Intollerabile e vergognoso”

Il sindaco di governo di Berlino, Kai Wegner (CDU), presente all’evento, dopo l’avvenuta aggressione ha deciso di unirsi al carro della LSU. Interpellato dall’agenzia di stampa Deutsche Presse-Agentur, Wegner ha condannato gli attacchi ai membri del partito presenti sul carro, dichiarando che la violenza non debba mai essere uno strumento di confronto politico.

Ha poi aggiunto che “il CSD è una manifestazione politica per la diversità, il rispetto reciproco e la tolleranza” e che chi esprime odio e usa la violenza calpesta gli stessi valori alla base del Pride.

Gli organizzatori prendono posizione

Anche gli organizzatori del Christopher Street Day si sono espressi pubblicamente in un post, condannando “fermamente” quanto accaduto ed esprimendo piena solidarietà alle persone colpite.

Il messaggio è chiaro: ogni forma di violenza – per lo più in un contesto che celebra l’inclusione – non solo è inaccettabile, ma tradisce lo spirito stesso della manifestazione.

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