Presentati progetti per la riqualificazione di Tempelhofer Feld. Critiche all’amministrazione di Berlino
Il futuro del Tempelhofer Feld, l’iconico ex aeroporto berlinese trasformato in spazio pubblico e amatissimo dalla popolazione, torna al centro del dibattito politico: nonostante i berlinesi si siano già espressi in merito con il referendum del 2014, dichiarando di volerlo lasciare esattamente com’è, il Senato della capitale ha recentemente presentato sei progetti selezionati attraverso un concorso di idee per la possibile riqualificazione dell’area. Questa iniziativa riaccende le tensioni che da anni, ormai si concentrano su questo spazio, amatissimo dalla popolazione, ma incredibilmente appetibile per il settore dell’imprenditoria edile.
I sei progetti selezionati per la “riqualificazione” di Tempelhofer Feld
Per la popolazione locale, Tempelhofer Feld sarebbe già “qualificatissimo” così com’è: è il luogo dove si va in bicicletta, a correre, a fare yoga sull’erba, a far volare gli aquiloni e molto altro. Per molti, è il parco preferito della città, nonostante non abbia gli splendidi monumenti di Tiergarten o la natura rigogliosa di Treptower Park. Eppure, l’amministrazione continua a parlare di “riqualificarlo” e, in passato, perfino il governo federale si è espresso sulla possibilità di costruirci sopra indipendentemente dalla volontà della popolazione. Lunedì, intanto, sono stati ufficialmente presentati i sei progetti vincitori del concorso di idee indetto dall’amministrazione locale per lo sviluppo urbano. Le proposte selezionate mostrano una varietà di approcci alla “riqualificazione” dell’area, che spaziano da interventi minimali a trasformazioni più sostanziali.

Le proposte includono diverse visioni per il futuro del sito: dalla trasformazione in un parco paesaggistico con edificazioni limitate, fino alla costruzione di complessi residenziali e attività commerciali lungo i margini dell’area. La maggior parte dei progetti integra elementi comuni come giardini pubblici, strutture dedicate ad attività artistiche e culturali, impianti sportivi e aree gioco per bambini. A stridere, agli occhi dei tanti affezionati, è il fatto che la cultura, lo sport e il gioco dei bambini trovano già spazio nel parco in modo libero, senza che sia necessario, per l’amministrazione, investire neppure un euro per posare un solo mattone. Forse per questo è ancora aperta la petizione per trasformare l’ex aeroporto in Patrimonio dell’Unesco, così da proteggerlo per sempre da qualsiasi intervento di edilizia che lo sottragga, anche solo in parte, al libero uso da parte della cittadinanza.
Secondo le dichiarazioni ufficiali, tuttavia, questi progetti serviranno come base per le pianificazioni future, dando avvio alla fase successiva di un processo decisionale che, in base all’ultimo voto popolare, non dovrebbe neppure avere luogo.
Il processo di partecipazione cittadina
L’amministrazione berlinese ha strutturato il processo decisionale in tre fasi distinte di partecipazione pubblica. La prima fase aveva coinvolto circa 275 soggetti berlinesi in incontri di dialogo specifici. Successivamente, era stato lanciato un primo concorso che aveva raccolto complessivamente 164 idee progettuali. I sei progetti ora selezionati rappresentano il culmine di questo processo e saranno sottoposti a ulteriori discussioni pubbliche. Gli incontri di dialogo sono programmati per iniziare a metà luglio, mentre a settembre è prevista un’esposizione pubblica dei progetti premiati.
L’investimento complessivo per questo processo di consultazione ha raggiunto i tre milioni di euro. Al termine di tutte le fasi di partecipazione e dialogo, spetterà al Senato di Berlino prendere la decisione finale su se e come procedere con la riqualificazione del Tempelhofer Feld.
Le critiche al Senato e il conflitto con il referendum del 2014
La coalizione governo nero-rossa (CDU-SPD) deve fronteggiare significative critiche per la gestione di questa questione. Alla base delle argomentazioni contrarie c’è, come già detto, il referendum popolare del 2014, il quale aveva stabilito esplicitamente e inequivocabilmente il divieto di edificazione del Tempelhofer Feld, nel quale il 64,3% dei votanti si era espresso a favore della conservazione dello stato attuale dell’area.
Christian Gaebler (SPD), senatore per lo sviluppo urbano, ha difeso l’iniziativa dichiarando che “l’obiettivo era quello di non presentare risposte preconfezionate, ma di dare spazio a idee coraggiose, sorprendenti e anche scomode”. Tuttavia, questa posizione non ha placato le voci critiche, che trovano tali “risposte” assolutamente non necessarie e potenzialmente pericolose, considerando che non esisteva nessuna “domanda” e nessuna questione aperta su questa materia.
Gli oppositori accusano la coalizione di governo di tentare di aggirare la volontà popolare espressa nel referendum. Anche durante i recenti workshop di dialogo sul futuro del campo, la maggioranza dei partecipanti si era nuovamente espressa contro l’edificazione dei margini dell’area, costringendo il Senato ad ammettere nel concorso anche progetti che prevedono di lasciare il campo sostanzialmente intatto.
I referendum sull’edilizia: i berlinesi continuano a esprimersi, ma l’amministrazione cambia strada
Il caso del Tempelhofer Feld si inserisce in un contesto più ampio di tensioni sulla democrazia diretta a Berlino. La critica più severa proviene da analisti politici e associazioni del territorio che vedono in questa vicenda un pattern di comportamento dell’attuale coalizione di governo locale.
Particolare attenzione è rivolta al parallelo con un altro referendum popolare del 2021, quando il 59,1% dei berlinesi aveva votato a favore della socializzazione delle grandi società immobiliari. Anche in questo caso, secondo i critici, la coalizione nero-rossa starebbe ostacolando l’attuazione della volontà popolare (ma, del resto, anche la precedente amministrazione Rosso-Verde-Rosso, presieduta dall’attuale Senatrice per l’Economia, l’Energia e le Imprese Franziska Giffey, aveva seguito lo stesso corso d’azione su questa materia).
I sondaggi più recenti, inoltre, mostrano che CDU e SPD insieme raggiungono appena il 39% delle preferenze, significativamente al di sotto delle maggioranze ottenute dai referendum citati. Con le prossime elezioni regionali previste per il 2025, questa situazione potrebbe avere conseguenze elettorali significative per le forze politiche attualmente al governo.



