AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Respingimenti dei richiedenti asilo in Germania: Il tribunale blocca le nuove direttive di Dobrindt

Il Tribunale amministrativo di Berlino ha dichiarato illegittime le disposizioni introdotte dal ministro degli Interni Alexander Dobrindt (CSU)circa quattro settimane fa, che prevedevano controlli più severi alle frontiere e, soprattutto, il respingimento diretto dei richiedenti asilo. La decisione rappresenta una battuta d’arresto significativa per il titolare del dicastero dell’Interno e per l’esecutivo federale, che proprio del controllo dell’immigrazione hanno fatto un cavallo di battaglia fin dalla campagna elettorale. I respingimenti messi in atto dalla Germania sono stati dichiarati illegittimi.

La sentenza in seguito al ricorso di tre cittadini somali

La corte berlinese ha emesso una decisione d’urgenza stabilendo l’impossibilità di respingere i richiedenti asilo oltre il confine tedesco senza l’espletamento della procedura prevista dal Regolamento di Dublino. Il pronunciamento scaturisce dal caso di tre cittadini somali precedentemente rimpatriati in Polonia dalla località di Francoforte sull’Odra. Una portavoce del tribunale ha precisato che si tratta della prima pronuncia giudiziaria relativa alle nuove disposizioni emanate da Dobrindt, il quale aveva disposto l’inasprimento dei controlli di frontiera immediatamente dopo l’assunzione dell’incarico ministeriale.

Le nuove direttive autorizzavano la polizia federale al respingimento immediato dei richiedenti asilo presso i confini, con esclusione delle donne in stato di gravidanza, dei minori e di altri soggetti appartenenti a categorie vulnerabili. La prassi precedente prevedeva il respingimento esclusivamente per coloro che non avevano presentato istanza di asilo e per gli stranieri temporaneamente interdetti dall’ingresso nel territorio nazionale, come nel caso di precedenti espulsioni.

Il Tribunale Amministrativo: non ci sono giustificazioni per non rispettare il regolamento di Dublino

Il tribunale ha comunicato il carattere definitivo delle proprie decisioni, specificando l’inadeguatezza delle argomentazioni giuridiche addotte dal Ministero dell’Interno a sostegno delle misure restrittive. In altre parole, il governo tedesco aveva affermato di non doversi attenere alle procedure europee, poiché la Germania si trovava in una situazione di emergenza che richiedeva respingimenti immediati, ma il tribunale ha rifiutato questa spiegazione.

La pronuncia possiede valore vincolante dal punto di vista legale. I tre ricorrenti somali avevano raggiunto il territorio tedesco via ferrovia dalla Polonia il 9 maggio e sono stati soggetti ai controlli della polizia federale presso la stazione di Francoforte. Nonostante la presentazione di domanda di asilo in quella sede, le autorità avevano comunque proceduto al loro rimpatrio in Polonia nella medesima giornata, invocando la provenienza da un Paese terzo sicuro.

La corte ha dichiarato l’illegittimità di tale procedimento, citando l’obbligo della Germania di rispettare in toto le procedure stabilite dal Regolamento di Dublino dell’Unione Europea per le istanze di asilo presentate sul territorio nazionale. Il regolamento impone la verifica preliminare dello Stato membro competente per l’esame della richiesta di protezione internazionale. Secondo il tribunale, tale procedura doveva necessariamente svolgersi in Germania.

Il tribunale ha escluso l’esistenza di elementi giustificativi per una situazione di emergenza – che era alla base del provvedimento voluto da Dobrindt. La Germania, secondo la delibera del tribunale, non ha motivo di invocare la sospensione del regolamento di Dublino per motivi di emergenza. Le prove presentate risultavano insufficienti a dimostrare minacce concrete alla sicurezza o all’ordine pubblico. Analogamente, non sussisterebbero i presupposti per l’applicazione dell’articolo 72 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, al quale Friedrich Merz aveva detto in passato di voler fare appello. Dobrindt aveva fatto riferimento a entrambe le disposizioni normative il 7 maggio, quando aveva inasprito la politica migratoria autorizzando esplicitamente i respingimenti dei richiedenti asilo. I precedenti governi federali avevano costantemente escluso tale possibilità richiamando il diritto europeo.

Le motivazioni del governo per i respingimenti: troppe le domande di asilo in Germania

Nel corso del procedimento, il governo aveva tentato una giustificazione sostenendo che nell’anno precedente un quarto delle domande di asilo registrate nell’Unione Europea, in Norvegia e in Svizzera – approssimativamente 230.000 istanze – erano state presentate in Germania. Le risposte positive del sistema Eurodac ammontavano invece a 78.400, mentre oltre 27.500 casi di richieste di asilo in Germania risultavano associati a ingressi con visto regolare. Eurodac costituisce la banca dati europea delle impronte digitali destinata all’identificazione dei richiedenti asilo, ma tale argomentazione non ha trovato accoglimento presso il Tribunale amministrativo.

L’eventuale dimostrazione della negligenza degli altri Stati membri dell’UE nell’adempimento dei propri obblighi non costituisce, secondo il tribunale, un elemento sufficiente per invocare una situazione di emergenza. Il principio di “leale cooperazione” obbligherebbe gli Stati membri, Germania inclusa, alla “ricerca seria di una soluzione condivisa”, particolarmente quando si prospettano deviazioni dal diritto comunitario.

Reazioni politiche

L’organizzazione non governativa Pro Asyl ha fornito supporto legale ai tre ricorrenti. Karl Kopp di Pro Asyl ha definito le decisioni del tribunale un “successo notevole, potenzialmente rivoluzionario” durante un’intervista allo studio ARD Capital. Ha richiesto l’interruzione immediata dei respingimenti delle persone in cerca di protezione ai confini della Germania. La rappresentante politica di Die Linke Clara Bünger ha sollecitato le dimissioni del Ministro dell’Interno Dobrindt, dichiarando allo studio principale ARD che “un ministro che viola la legge attraverso un annuncio non merita la propria carica”. Bünger ha ribadito la necessità di cessare immediatamente i respingimenti frontalieri “a partire da subito”.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio