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Gassi ricordando la “Columbushaus” di Potsdamer Platz

di Elena e Paolo Brasioli. Disegni di Paolo Brasioli

Oggi ci avventuriamo in un Gassi alla ricerca della memoria della “Columbushaus”. Infatti questo, che era un grande edificio per uffici e negozi di ben nove piani e che stava proprio all’incrocio di Potsdamer Platz, non esiste più! Aveva un design architettonico moderno ed è stato costruito dal 1930 al 1932 su progetto dell’architetto Erich Mendelsohn (1887-1953). Egli fu tra i principali maestri dell’espressionismo e autore della straordinaria torre astronomica utilizzata da Albert Einstein, inaugurata a Potsdam nel 1924. Nel luogo della Columbushaus esisteva il precedente lussuoso Grand Hotel Bellevue, demolito nel 1928.

La Columbushaus agli inizi: innovazione nel cuore di Berlino

L’edificio (riprodotto idealmente nel disegno come se fosse esistente ancora oggi) si distingueva chiaramente dagli altri edifici di Potsdamer Platz per l’innovativa struttura orizzontale della sua facciata. Fino a quel momento, infatti, in questi immediati dintorni c’erano solo edifici dallo stile classicista, come anche il vicino famoso semaforo del 1924. Mediante una struttura portante in acciaio, i piani degli uffici erano quasi privi di supporti e potevano essere divisi e organizzati quasi a piacere con le pareti divisorie non portanti. Forme decise, lineari ed elegantemente curvate. Nella Columbushaus era funzionante, inoltre — e questo per la prima volta in Germania — un sistema di ventilazione artificiale forzata per il comfort ambientale interno.

Ma, a causa della difficile situazione economica, dopo la crisi mondiale e tedesca in particolare, nei primi anni dopo il completamento del 1932 il grattacielo ebbe molte difficoltà a trovare inquilini, per gli uffici dal secondo all’ottavo piano e per i negozi al piano terra e al primo piano. E così, inizialmente, era quasi completamente vuoto, nonostante i “prezzi ragionevoli”. Quando, nel dicembre del 1932, un negozio commerciale fu finalmente affittato all’attività a prezzo unitario, un regolamento ne impediva l’apertura. Nonostante il divieto, alle autorità competenti fu data la possibilità di concedere eccezioni e, poiché non era stato trovato nessun altro inquilino, il ministro dell’Economia e del Lavoro approfittò dell’esenzione e permise di aprire la filiale in Potsdamer Platz.

Gli anni del regime e il dopoguerra

Poi, nel 1933 e nel 1934, l’edificio ospitò inizialmente uffici di medici, avvocati e lo studio professionale dell’architetto progettista stesso, oltre a piccole filiali ed associazioni. Durante i Giochi Olimpici estivi del 1936 a Berlino, la casa ospitò l’ufficio informazioni del comitato organizzatore dei Giochi. Le fabbriche tedesche di acciaio inossidabile erano rappresentate nella Columbushaus nel 1937 e nel 1938 con uffici e una grande pubblicità esterna. Poi divenne la sede di varie organizzazioni del regime. Nel pesante attacco aereo del febbraio 1945 fu colpita duramente e bruciò completamente, e nella battaglia finale di Berlino il grattacielo subì ulteriori danni. Ma, di fatto, le solide strutture portanti furono in gran parte conservate. Dopo la guerra, la casa si trovava nel settore sovietico e i locali furono rilevati da un’organizzazione commerciale.

Alla fine del 1949, i singoli vari danni alla struttura portante dell’edificio furono riparati sostituendo le travi d’acciaio ove necessario. Nella seconda metà del 1950, gli uffici statali di ingegneria edile della DDR elaborarono progetti esecutivi per la ristrutturazione dell’intero edificio. Tuttavia, furono realizzati solo i lavori al piano terra e al primo piano superiore, e le finestre erano ancora molto danneggiate. Alla fine del dicembre 1950, i lavori di ristrutturazione furono in gran parte ultimati e un grande magazzino si trasferì al piano terra e al primo piano superiore, con pubblicità mediante insegne luminose.

La distruzione

Nella famosa rivolta popolare interna alla DDR del 17 giugno 1953, la Columbushaus fu presa d’assalto e data alle fiamme. Sono ben note le fotografie ed i filmati in cui grandi quantità di registri e documenti vengono gettate fuori dalle finestre dell’ufficio della polizia popolare, che qui aveva un distaccamento. Le rovine furono demolite definitivamente nel 1957, solo quattro anni prima della costruzione del Muro. E le parti strutturali dello scheletro d’acciaio vennero smontate e riutilizzate in altro modo.

Dopo la caduta del Muro, e conseguentemente alla vasta ricostruzione post-unitaria di Potsdamer Platz dei primi anni ’90, l’area ha avuto sviluppi edilizi a dir poco consistenti, che però non hanno avuto l’attenzione di ricordare in nessun modo questo iconico edificio berlinese! Schade, eine verpasste Chance! Tchüss

L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura

Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura

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