Alcol e cocaina a scuola: accuse contro un’insegnante di Berlino
Negli ultimi mesi, a Berlino, il mondo della scuola è oggetto di veementi polemiche. A essere sotto accusa, in senso generale, è una certa tendenza del sistema a non voler affrontare i problemi, a fingere che non esistano per proiettare, all’esterno, un’immagine di efficienza che potrebbe non corrispondere a realtà. Di recente si è parlato, per esempio, di alcune istanze di bullismo omofobico subito da un docente, il quale ha dichiarato di non aver ricevuto supporto dall’istituto per cui lavorava. Ancora più gravi sono le accuse che ha pubblicato mercoledì il quotidiano berlinese Tagesspiegel, in forma completamente anonima e rivelando solo il nome del distretto coinvolto, a proposito di un’insegnante che, secondo le denunce dei colleghi, farebbe uso costante di alcol e stupefacenti a scuola, si presenterebbe ubriaca o alterata alle lezioni e avrebbe addirittura ordinato della cocaina “a domicilio” direttamente nell’istituto.
A parlare con il giornale sarebbero stati quattro dipendenti della scuola in questione, i quali, per ovvi motivi, hanno scelto di restare anonimi. Le accuse sono gravissime: l’insegnante in questione avrebbe consumato sostanze stupefacenti addirittura per anni all’interno dell’istituto, ma le autorità competenti non avrebbero mai adottato misure concrete, pur essendo consapevoli della situazione.
Le accuse mosse contro l’insegnante
Le accuse nei confronti dell’insegnante si basano su quattro testimonianze indipendenti fornite da membri ed ex membri del personale scolastico. Secondo queste fonti, l’insegnante avrebbe consumato regolarmente sostanze stupefacenti, incluse cocaina ed ecstasy, compromettendo la propria capacità di svolgere i doveri professionali che le pertenevano.
Una delle testimonianze più dettagliate proviene da un’ex dipendente che ha fornito una dichiarazione giurata. Secondo questo documento, l’insegnante avrebbe ammesso apertamente il consumo sostanze illegali e le avrebbe anche offerte alla collega, che però dichiara di averle rifiutate.
I testimoni riferiscono inoltre di aver osservato comportamenti anomali durante l’orario di lavoro. Un dipendente ha dichiarato di aver visto personalmente l’insegnante acquistare droga da uno dei cosiddetti “taxi della cocaina” (corrieri che consegnano a un indirizzo scelto dal cliente) direttamente davanti alla scuola. In un’altra occasione, l’insegnante si sarebbe recata da uno spacciatore in un parco durante la pausa.
Al consumo, riferiscono i testimoni, si sarebbe accompagnato un assenteismo sistematico: la donna avrebbe mancato di presentarsi nelle ore di supplenza che le venivano assegnate, sparendo per diverse ore e arrivando solo a cinque o dieci minuti dalla fine delle lezioni. Inoltre, sarebbe stata vista dormire in classe o uscire dal bagno ubriaca dopo aver consumato alcol.
Impatto sui bambini e sull’ambiente scolastico
L’insegnante avrebbe avuto la responsabilità di circa 20 minori, i quali, sempre secondo i colleghi ed ex colleghi della donna, si sarebbero lamentati più volte perché l’insegnante “puzzava di alcol, era molto impaziente e spesso urlava”.
Le dichiarazioni raccolte indicano parlano anche di sintomi evidenti dell’alterazione provocata dalle sostanze, fra cui “occhi spalancati, spasmi e sorrisi”, ma addirittura “allucinazioni”. Questi comportamenti avrebbero compromesso la qualità dell’insegnamento e creato un ambiente inadeguato per l’apprendimento.
Il clima lavorativo, dichiarano i testimoni che hanno parlato con il Tagesspiegel, risultava compromesso dalle dinamiche create dall’insegnante, che non avrebbe lesinato umiliazioni e urla rivolte alle colleghe. L’insegnante avrebbe inoltre saltato regolarmente le lezioni e i turni di sorveglianza, trascorrendo molto tempo nei bagni.
Le denunce all’ispettorato scolastico
Il motivo per cui questo caso sembrerebbe destinato a sommarsi a una generale insoddisfazione di utenza e professionisti del settore scolastico sarebbe la mancata reazione della direzione e dell’ispettorato. I testimoni anonimi, infatti, dichiarano di essere giunti all’esasperazione dopo aver tentato per cinque anni di convincere sia la direzione scolastica precedente che quella attuale a intervenire, facendo pervenire le opportune segnalazioni anche all’ispettorato scolastico di Mitte, ma senza conseguenze concrete.
Il fatto che, se confermato, sarebbe più grave è che i testimoni non sarebbero mai stati neppure ascoltati personalmente dalle autorità competenti. Le dichiarazioni giurate, inviate all’ispettorato nell’ottobre 2024, sarebbero state semplicemente consegnate alla persona interessata senza proteggere le fonti.
Nonostante la gravità delle accuse, l’insegnante risulta ancora in servizio. Secondo le testimonianze dei dipendenti, non sono state adottate sospensioni o altre misure disciplinari. Questa situazione solleva interrogativi sulla capacità dell’ispettorato di gestire casi di presunta dipendenza tra il personale scolastico. Il Tagesspiegel ha dichiarato di aver tentato, senza successo, di ottenere un commento dall’insegnante accusata.
Cosa può fare l’ispettorato?
I protocolli per la dipendenza si applicano a tutti i luoghi di lavoro e a maggior ragione nei posti di responsabilità – come quello di un’insegnante che ha la responsabilità di guidare una classe di minori. L’Ordine federale dei medici tedeschi definisce la dipendenza da sostanze come una patologia cronica che richiede trattamento. Qualora si palesi un comportamento che fa pensare all’esistenza di una dipendenza da sostanza, in Germania, datori di lavoro, sia pubblici e privati, hanno il dovere di offrire assistenza e aiuto al dipendente che manifesta tale comportamento. Nel caso di una scuola, il primo passo dovrebbe essere un colloquio con la persona interessata per incoraggiarla a cercare aiuto per la propria patologia.
Secondo il portavoce dell’amministrazione scolastica, contattato dal quotidiano, “il consumo di droghe illegali durante l’orario di lavoro costituisce una grave violazione dei doveri” e, per i dipendenti pubblici, come gli insegnanti, può comportare misure disciplinari fino alla destituzione dal servizio, mentre per i dipendenti a contratto è possibile il licenziamento straordinario. In questo particolare caso, c’è anche un profilo di rilevanza penale, che prescinde dal rapporto di lavoro. In questo caso scatta l’obbligo di denuncia se si ritiene che sia stato commesso un reato.




