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Il KaDeWe sta fallendo: i clienti online perdono denaro e ordini

I clienti dei prestigiosi grandi magazzini KaDeWe di Berlino si sono trovati di fronte a una situazione inaspettata: il fallimento del tempio dello shopping, adesso, riguarda anche loro. Coloro che hanno effettuato acquisti online, infatti, sono stati informati che, a causa dell’insolvenza del gruppo, non avrebbero potuto recuperare le somme già pagate e che la merce ordinata non era più disponibile né sarebbe stata consegnata. Questa circostanza non solo ha creato disagi e preoccupazioni tra i consumatori ma ha anche sollevato questioni riguardanti l’impatto finanziario che tale insolvenza potrebbe avere sui contribuenti berlinesi.

Sostegno pubblico al KaDeWe per 18 milioni di Euro, ma non basta

Il Land di Berlino, infatti, si è trovato a garantire prestiti per un valore fino a 18 milioni di euro per sostenere il gruppo di grandi magazzini in difficoltà. Il rischio deriva specificamente da una garanzia fornita dallo Stato a livello federale, per un prestito di 90 milioni di euro che la società madre proprietaria KaDeWe ha ottenuto nel 2020, come parte delle misure di soccorso per il coronavirus.

KaDeWe

Il Gruppo KaDeWe ha presentato istanza di fallimento alla fine di gennaio. L’amministratore delegato Michael Peterseim ha attribuito i problemi finanziari dell’azienda agli affitti elevati imposti dal gruppo immobiliare insolvente Signa, il cui fondatore René Benko ha presentato istanza di insolvenza presso il tribunale distrettuale di Innsbruck.

La lettera ai clienti

Non si sa ancora in che direzione si evolverà questa vicenda. Per il momento, i clienti che hanno fatto acquisti prima dell’istanza di insolvenza, hanno ricevuto una comunicazione dai grandi magazzini, che è stata riportata in parte dal quotidiano Berliner Zeitung: “Purtroppo, dopo un esame approfondito della situazione, dobbiamo informarla che il suo acconto […] costituisce anche un credito di insolvenza […]. Chiediamo la sua comprensione per il fatto che, per motivi legali, non possiamo né saldare questi crediti né adempiere al contratto”

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