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di Alessia del Vigo

La gentrificazione sta diventando sempre più tangibile, non si esagera nel dire che si sta letteralmente “mangiando” Berlino: parliamo di un fenomeno iniziato nei primi anni del 2000, in maniera dapprima silenziosa e sporadica, e che sta vivendo il suo apice adesso.

Ma di cosa si tratta esattamente? La gentrificazione (EN gentrification) descrive quello che si sta rivelando un vero esproprio immobiliare, attraverso l’aumento dei prezzi degli affitti, che schizzano fino a raggiungere valori stellari.
In una città come Berlino, metropoli europea e cosmopolita, la domanda supera – da qualche anno a questa parte – l’offerta e così si è generato un circolo vizioso, per il quale molti locatari si sono sentiti in diritto di chiedere, spesso, il doppio o il triplo dell‘affitto previsto da contratti precedenti.

Questo e la costruzione di complessi abitativi di lusso, che offrono appartamenti da affittare e/o acquistare, hanno come conseguenza la dispersione sistematica e forzata del ceto medio-basso, di quella componente che permette di definire una zona o un quartiere popolare. Parliamo di un’intera fascia della popolazione costretta a spostarsi sempre più lontano dalle zone centrali.

In questo modo, quartieri come Kreuzberg, da sempre simbolo dello spirito berlinese – internazionale, alternativo, controcorrente e popolare – stanno finendo in mano a speculatori di ogni risma.
Alcuni artisti, riuniti nel collettivo oddviz, hanno girato un video proprio sul quartiere di Kreuzberg.

 

Servendosi di tecniche di rendering a ripetizione mostrano le facciate degli edifici perdere il loro volto e dunque, in senso esteso la loro identità, fino a diventare tutte uguali. Altre opere degli artisti sopraccitati mostrano le stesse facciate ripetute all’infinito, in un dedalo di cubi abitativi, perfetta sintesi del senso di smarrimento che prova chi è costretto ad abbandonare il proprio quartiere.

Il collettivo oddviz ha inserito il progetto sul quartiere berlinese di Kreuzberg, all’interno della serie Inventory, che si occupa di presentare la cultura di strada di alcune città, come Berlino, New York, Venezia e Istanbul.
La tecnica utilizzata per presentare Berlino è quella della fotogrammetria, un metodo di scansione di foto in 3D. Il lavoro che oddviz ha fatto su Berlino ha l’intento di far riflettere su quello che sta succedendo, perché se il quartiere di Kreuzberg e con lui, come pars pro toto, l’intera città che lo ospita, ha già iniziato a venire inglobato dalla gentrificazione, la speranza è quella che Berlino riesca in qualche modo a resistere, restando unica nel suo genere.

Come ha sempre fatto, come è sempre stata.