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Mio padre preparava la colazione, quando noi andavamo a scuola. Mangiavamo tutti cose diverse e per prima cosa lui portava il caffè a letto alla mamma. Lo fa ancora, prima prepara il caffè e poi la sua colazione. In estate preparava pure la granita al limone. I figli hanno tutti lasciato la casa dei genitori, ma lui mantiene le abitudini. Adesso, dopo la colazione della mamma, lui va al ricovero dove si trova sua suocera. Da anni non mangia più da sola, lui le dà la colazione, per un the con biscotti può impiegare fino ad un‘ora. Quando ha fatto, va da sua madre per il caffè, lei lo aspetta con la moka sul fuoco, pronta per essere accesa. Solo dopo va in campagna, è un uomo molto solitario.

My father used to prepare breakfast for all us, when we children went to school. We used to eat different things and first thing, he would bring my mom coffee in bed. He still does it, every morning he makes coffee and brings it to her, then he prepares her breakfast. In summer, he would also do fresh lemon “granita” (photo below). The children have all left home but he continues with our old family pattern. Now, after mom‘s breakfast, he goes to the nursery home where his mother-in-law lives. She can‘t eat by herself anymore, years ago she just stopped. He goes there and he feeds her, it can take up to one hour for tea and biscuits. After he is done with her, he goes to have coffee with his own mother, she waits with the moka pot on the stove, ready to go. Eventually he leaves for the countryside, he is a very solitary man.

“Lemon granita, Priora” by Gwendolyn Stansbury is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Sono qui pronto ad assorbire tutto. Piego i panni e le melanzane sono ammollo col sale, devono perdere l‘amaro. Sono estremamente calmo, devo aver dormito troppo. Sono entrato ed uscito dal mondo onirico senza sosta, ho prolungato la sua presenza temporanea per goderne dei fatti. Riesco ad avere un contatto “fisico” con il sogno o il suo tema. È a tratti inquietante e a tratti affascinante, di sicuro mi ingoia senza lasciarmi scelta alcuna, riesco a malapena a muovermi. A terra si scivola, l‘altra mattina mi sono tolto il latex, senza lavarlo e senza lavarmi, prima o poi mi spacco la faccia. Mi sono svegliato con un taglio al labbro superiore, se non sono caduto, sono stato travolto. Come musicista di una punk rock band alternativa, ho sempre avuto le idee chiare sulle definizioni socio-politiche che riguardano la mia persona. Sicuramente parte del mio lavoro, e del mio percorso personale, è stato scavalcare le definizioni. Mi sono formato all‘intero di un gruppo di amici e artisti che non hanno granché avuto bisogno di doversi definire all‘altro, se non con il proprio lavoro. Devo essere stato davvero fortunato, a volte ho come l‘impressione che tutto ciò che dovrebbe renderci più forti e liberi, diventi un‘altra gabbia fatta di parties, sex positiveness, droghe, dispersione pura. Mi sembra che la queerness che ci accomuna, ci abbia anche un po’ etichettato. Capisco sia necessario creare “safe spaces” se si vuol poter godere di una certa libertà, temo soltanto a volte ciò che ti dà sicurezza, ti tenga anche sotto chiave.

I am here ready to absorb everything I can, folding my washing, waiting for the aubergines to release bitterness into salty water. I am extremely calm, I must have slept too long. I couldn‘t wake up, in and out from the oneiric world. I long to stay in the parallel dimension, I can have a “physical” contact with the dream or its theme. At times it scares me, but also fascinates me, it surely swallows me, leaving me no choice. The floor is slippery, I wore latex last night, I took it off without washing it or washing me. One day or another, I will smash my head. I woke up with a cut on the upper lip, if I didn‘t fall, I must have been run over. As a musician of an alternative punk rock band, I have always had a clear idea of any socio-political definition about my own persona. Being a step forward the border of definitions, has been part of my work and my own personal path. I have grown as part of a group of friends and artists that didn‘t necessarily needed to define themselves, if not through their work. I have been lucky, at times I think all of it that could make us more strong and free, would just turn into a cage made of parties, sex positiveness, drugs, pure dispersion. It looks like the queerness that put us together, has labeled us now. I understand it is necessary to create “safe spaces”, if you wanna enjoy a certain range of freedom, I just fear what makes you feel stronger, may at times keep you under lock and key.

Ho smesso di frequentare eventi assiduamente. Sono stanco della “coolness berlinese”, non c‘è nulla di più uncool della coolness. Probabilmente la mia è una posizione arida e snob. Sono un po’ come le mie antenate, vestite di nero, in modo semplice, il loro silenzio era un piedistallo con la base di cemento. La discrezione come valore e presa di posizione, si parla a voce bassa, si sta nella penombra, si guarda da lontano. Ricordo un pranzo d’agosto, mi trovavo dai nonni, sarei partito dopo poche ore, volevo salutarli. Stavo lì in piedi, la signora che si prendeva cura di loro aveva cucinato. Il nonno era già malato, sempre elegante, anche a tavola. Non sarebbe stato in grado di fare cinquanta metri a piedi, ma trattava il cibo con forchetta e coltello, così come previsto dal rigore dell’educazione. I nonni hanno sempre mangiato poco. “Abbuffarsi” è poco elegante. Quando il nonno omonimo stava per terminare il suo pasto, la signora insistette affinché lui facesse un bis. Nemmeno io mi sarei probabilmente permesso una tale confidenza. Il nonno ed io abbiamo un carattere simile, siamo nervosetti. In quella circostanza lui mi diede un’occhiata come per dire “come puoi permetterlo!”. Io dissi alla signora che per lui era abbastanza, ma quel gesto di lui includeva una confidenza e una fiducia che mi commosse. Dopo pranzo la nonna stava seduta in cucina a piegare dei tovaglioli, loro li usavano di stoffa, e così faccio io. Il nonno invece si era seduto nella sala d’ingresso. Entrambi canticchiavano motivi di musica classica per i fatti loro. Ogni volta che salutavo i nonni prima di partire, la nonna diceva non ci saremmo rivisti, il nonno mai. Quell’anno fu diverso, lui mi guardò malinconico, io lo baciai ma dovetti scappare fuori. Fu un addio.

I don‘t really go to parties often anymore. I got a bit tired of the “Berlin coolness”, there is nothing more uncool than coolness itself. Mine could just be a cold and snob point of view. The women in my family used to dress in black, in a very simple way, their silence was a pedestal made of concrete. Discretion was a value and a stance, you must speak in a soft voice, sit in half-light, watch from a distance. I remember once, I went to visit my grandparents at lunchtime in August. I had to leave for Rome after a few hours, I wanted to say goodbye. I was standing next to them while they were eating what their care-taker had cooked for them. My granddad was already sick, yet always elegant. He wouldn‘t have been able to walk fifty meters, but he kept eating with a knife and fork, as his rigorous manners have instructed. My grandparents never really ate much. “To stuff yourself” is not elegant. As my granddad was almost done with his meal, the care-taker insisted he should have more. I think I wouldn‘t even have asked him myself! I and my grandad, we had a similar character, we are kind of “twitchy”. In that moment, he gave me a look how to say “how can you allow this!”. I told the woman he has had enough, his gesture showed intimacy and trust towards me. After lunch grandma was sitting in the kitchen folding napkins, they used fabric ones, as I in my everyday life use damask linen ones. My granddad was sitting in the entrance hall, instead. They were both humming classic music tunes on their own. Every time I said goodbye before leaving, grandma would say that would have been our last goodbye, while grandad never did. That year it was different, he was melancholic as I said goodbye, I kissed him but I needed to run out. It was our last goodbye.

Per quanto sia “fuori dalla scena”, sono stato felice di essere andato al The Brvtalist, good vibes e buone scelte musicali. Tra i loro featured videos ho ritrovato pure Halv Drøm, un australiano che conobbi all‘Urban Spree tanti anni fa appena arrivato a Berlino. Lo scorso mese sono stato ad uno dei suoi “FLEISCH” parties.

Le notti sono grandi salotti, e io amo i salotti. Se avessi modo di avere un enorme appartamento, vorrei avere quanti più salotti possibile e vi assicuro che li utilizzerei tutti. Il più grande salotto è la strada, ahimè non c‘e guest list che tenga lì, ci sono cani e porci. Ne ho incontrati due, di porci, mentre andavo al party di cui sopra. Un tipo ha fatto un commento sulla mia persona, allora io mi sono voltato e sono andato verso di lui chiedendogli quale fosse il suo problema. Ha mormorato che era tutto okay, ma appena mi sono voltato nuovamente ha detto che in realtà “avrebbe voluto farmisi”. Allora gli ho suggerito di scoparsi l‘amichetto suo. A quel punto, il suo amico, chiamato in causa come “colui che viene trombato”, Danger! Danger!, mi è venuto incontro cercando di spingermi, mentre stavo attraversando la strada. Provava a spingermi alzando il ginocchio, era più basso di me e credo la dinamica gli desse forza in qualche modo. Ho trovato tutto molto ridicolo. A quel punto, il maiale che aveva scatenato il tutto in primo luogo, ha preso l‘amico per il braccio e l‘ha portato via. Andate pure a mangiare la vostra merda. Guten Appetit!

Ho smesso di fare tutto insieme, non c‘è fretta, non c‘è un luogo dove io debba arrivare. Va fatta una cosa per volta, ma con determinazione.

Even though I am not active part “of the party scene”, I enjoyed going to The Brvtalist party, good vibes and good music choices. On their Youtube channel, among their featured videos, I also found Halv Drøm, an Australian guy that I met at Urban Spree many years ago, as I just moved to Berlin. Last month I went to one of his “FLEISCH” parties.

The night life is like huge living room, I love living rooms. If I ever had the chance to have a huge apartment, I would want to have as many living rooms as possible. I can tell I would use them all. The biggest among these rooms is the street. On the way to the party I met two guys, one of them said something about me, I turned around, I walked towards them asking what was their problem. They mumbled all was fine, but as I left them again, I heard one saying he would have in fact “wanted to do me”. At that point I suggested to him, he should fuck his friend. This one didn‘t react good, he hurried in my direction and tried to push me with his knee. He was shorter than me, keeping the knee high, I assume gave him more strength. I found the whole scene pretty ridiculous. At that point his friend came to pull this other guy away from me. I am sorry these people live such a sad life.

I stopped doing everything at once, there is no rush, I am heading to no specific destination. Things must be done, one at a time, firmly though.