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Il 21 settembre salirà sul palco dell’Oblomov Garbo, uno dei pionieri della new wave italiana insieme a Faust’O, ai Diaframma e al primo Enrico Ruggeri. Trovate qui tutte le informazioni sul concerto. Nel frattempo lo abbiamo intervistato per voi.

Hai esordito con “A Berlino… va Bene”. Cos’è Berlino per te?

Era la seconda metà degli anni ’70 e mentre mi preparavo ad affrontare il mio percorso musicale e artistico, Berlino rappresentava per me e alcuni altri artisti un riferimento culturale importante, data la sua “particolare” posizione geografica e la sua storia. All’epoca avrei voluto avere sulla carta d’identità la definizione “cittadino europeo”.

Hai conosciuto sia il mainstream che il panorama indipendente. Cosa ne pensi dell’uno e dell’altro e com’è cambiata, musicalmente, l’Italia?

L’unica differenza credo stia nel fatto che le major possiedono forza economica e capacità penetrativa promozionale e diffusiva, mentre gli indipendenti maggiore velocità e libertà creativa. Oggi l’Italia musicale è decisamente televisiva-dipendente, tenendo anche conto di come sia trasfigurato nell’ultimo decennio lo scenario sociale

Hai partecipato a progetti post-punk e wave collaborando con musicisti che vanno da Morgan, ai Linea, ai DeltaV, ai Baustelle. C’è oggi qualche altro artista con cui ti piacerebbe collaborare?

Sicuramente (idealmente) mi piacerebbe collaborare con alcuni artisti stranieri che hanno più esperienza di me, ma non faccio nomi perché è solo un’ipotesi astratta

Nel 2015 è uscito l’album “Fine”, che è un po’ una sintesi delle sfumature che ti caratterizzano. Stai lavorando a qualcosa di nuovo al momento?

Quest’anno sto lavorando con il mio live tour ed ora promozionando la recente pubblicazione da parte di Universal dei miei primi due album. Credo che nel 2018 mi dedicherò anche ad un progetto discografico nuovo, ma ora è prematuro parlarne.

Risale a gennaio di quest’anno il primo disco del progetto Christadoro, a cui hai collaborato con un’introduzione recitata e una cover di un brano di Gaber. Com’è nata questa collaborazione?

Nasce da una sua richiesta di mio coinvolgimento e dal fatto che ci lega un’amicizia ormai pluriennale. È un progetto concettuale e di spessore e anche se la mia presenza è breve mi ha fatto piacere parteciparvi

Che repertorio presenterai, qui a Berlino?

Non sarà un intero concerto, eseguiremo una decina di brani tra presente e passato, sarò accompagnato da Luca Urbani alle testiere, programmazione e voce insieme a Roberto Sicari alla batteria. Sarà insomma una sorta di story teller dove mi racconterò un pò.