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Foto © giesing / Flickr / CC BY 2.0 / remixed by Il Mitte
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Francoforte – La povertà è figlia dell’urbanizzazione. Questa porebbe essere la sintesi del rapporto prodotto dall’Institut der deutschen Wirtschaft Köln intitolato Einkommensarmut in Deutschland aus regionaler Sicht povertà secondo il reddito in Germania da una prospettiva regionale. 

Lo studio ha prodotto diverse mappe secondo redditi (la povertà di reddito è tale quando il reddito è inferiore al 60 per cento del reddito medio nazionale) e poBannerino_Francofortetere d’acquisto dei residenti in Germania. Osservando la prima di queste elaborazioni è evidente la ancora grande differenza che c’è tra l’ex Germania Ovest e l’ex Germania Est. A oriente i redditi sono ancora sensibilmente inferiori.

Nelle mappa più le aree sono rosse, maggiore è la percentuale della popolazione che ha un reddito da povertà. I Länder dell’ex DDR sono praticamente un’unica macchia rosso sbiadita con dei picchi nel nord-est di rosso acceso dove la percentuale si colloca tra il 24 e il 30 per cento. Nell’ovest invece il colore dominante è i verde, sebbene non manchino delle considerevoli eccezioni di Duisburg e Dortmund. Più si scende a sud, verso la Baviera, più il verde è acceso.

Tuttavia paragonare semplicemente i redditi non è sufficiente per avere effettivamente idea della povertà della popolazione. Così l’Istituto ha elaborato anche una seconda e una terza mappa. Una riguarda la povertà secondo il reddito ponderata però attraverso la povertà del potere d’acquisto. L’ultima invece solo la povertà calcolata in base al potere d’acquisto.

In queste due altre mappe emerge così una realtà ben diverse rispetto alla prima. Le differenze est-ovest si assottigliano considerevolmente e a diventare visibili sono più le differenze tra campagna e città. Tutte le principali città evidenziano percentuali di povertà secondo il potere d’acquisto superiori al 16 per cento fino a picchi di oltre il 25 per per cento in molti casi. Anche la ricchissima Monaco di Baviera e tende più al rosso che al verde.

Francoforte è un caso paradigmatico. Sebbene la povertà secondo il reddito sia molto bassa, una volta introdotto l’elemento del potere d’acquisto la situazione cambia drasticamente. La povertà rivelata passa così dal 15,3 al 23,5 per cento. In particolare, secondo la relazione che accompagna lo studio, i più colpiti sarebbero single che vivono da soli e migranti.

Per quanto riguarda Berlino invece non si può certo dire che non sia fedele al motto dell’ormai quasi ex-sindaco Wowereit: “povera ma sexy“. La povertà per reddito berlinese è infatti tra le più alte, sia che sia rivelata con la ponderazione del potere d’acquisto che senza (la variazione è minima rispetto ad altre città: si passa dal 21,2 al 22,1 per cento della popolazione). La povertà per potere d’acquisto poi registra nel Land della capitale un’incremento non indifferente di oltre quattro punti percentuali dal 2006 al 2012.

Una situazione paradossale, dato che la maggior parte delle persone che si trasferisce nei grandi centri urbani spesso lo fa sperando di poter migliorare la propria situazione economica. La realtà è infatti ben diversa, proprio in città si concentrano le sacche di povertà del paese. Di questo dato, dicono gli economisti Christoph Schröder e Klaus-Heiner Röhl, dovrebbe farsi carico la politica individuando provvedimenti che mettano al centro proprio le aree urbane garantendo investimenti mirati.

Qui di seguito la seconda mappa, quella che riguarda il reddito ponderato secodo il potere d’acquisto, e la tabella con i risultati di tutte le regioni prese in considerazione.

Se volete consultare l’intero studio, il materiale è disponibile gratuitamente sulla pagina web dell’Istituto di economia tedesca.

[ale.gra]

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