© Il Mitte
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Quando i pensionati di Berlino dissotterrano l’ascia di guerra, fanno sul serio: era successo nel 2012, quando gli occupanti di una casa di riposo nel quartiere di Pankow avevano occupato la struttura, in procinto di essere sgomberata e rivenduta ad un investitore.

Sta succedendo di nuovo in questi giorni, stavolta a Moabit. Qui, a battagliare sono gli anziani che vivono all’interno di Hansa-Ufer 5, la struttura di accoglienza che, in seguito ad una ristrutturazione ormai completata, ha annunciato un rincaro dei prezzi di locazione del 40-60% per i piccoli appartamenti dove soggiornano 35 pensionati, tutti tra i 75 e i 97 anni di età.

Costruito negli anni ’70, nel 2007 il Seniorenheim fu ceduto dal quartiere di Mitte alla società immobiliare Akelius: una mossa che ha di fatto reso invalidi gli accordi che prevedevano l’impossibilità di aumentare gli affitti per gli attempati locatari.

Lo spettro di un innalzamento delle tariffe è diventato realtà nei mesi scorsi, al termine della ristrutturazione: per Christa Kaes, trasferitasi nella struttura circa un anno fa, il rincaro si attesterà attorno al 40 per cento. Il suo appartamento di 42 metri quadrati, dunque, arriverà a costare fino a 750 euro al mese.

Così, Christa ha organizzato – insieme ad altri inquilini – una petizione on-line di protesta. Petizione che, in pochi giorni, ha raccolto più di 55mila firme. Ora gli anziani puntano a coinvolgere anche le parti politiche, invitando anche il ministro federale della Giustizia Heiko Maas (SPD), «per mostrargli come qui viva una comunità ben funzionante di anziani».

Battaglieri, non si arrenderanno. Perché i lupi di Berlino potranno anche perdere il pelo – o almeno, vederlo ingrigire – ma di sicuro non perdono il “vizio” di fare sentire la propria voce e rivendicare i propri diritti, ogni qual volta ce ne sia la necessità.