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© Joel Sternfeld

di Andrea Ongaro 

Al primo impatto le fotografie di Joel Sternfeld appaiono molto semplici e ci ricordano certe foto in famiglia degli anni ’80. La semplicità di alcune sue vedute su paesaggi, strade, parchi o case, hanno un aspetto che si direbbe innocuo e non così particolare, ma è proprio questa loro familiarità a conferirgli un inaspettato carattere di profondità, che per l’appunto evita ogni patinatura e denuda la società americana della sua facciata.

Probabilmente a qualcuno verrebbe in mente Bukowski, ma le atmosfere di Sternfeld sono depurate persino di quel residuo romanticismo del perdente e si avvicinano piuttosto ai racconti di Amy Hempel e Denis Johnson, che nelle loro storie ci raccontano di una normalità vera e potente come nelle foto di Sternfeld. Le sue immagini, facendo riferimento agli studi sociologici di August Sender, riguardano persone che difficilmente si possono ricondurre a una certa tipologia umana, ma che sempre sono ritratte nel loro ambiente sociale, così come nel lavoro di grandi fotografi dello stile di vita americano quali Walker Evans e Robert Frank.

Sternfeld concepisce le sue serie fotografiche come entità a se stanti e ciascuna di queste è accompagnata da un approfondito lavoro di ricerca, che in alcuni casi si materializza in un testo a lato delle fotografie. É proprio attraverso questa consuetudine che le sue foto risultano penetranti, scaturendo da uno sguardo scettico e allo stesso tempo empatico e affezionato.

L’esibizione Joel Sternfeld – Retrospektive, in mostra al C/O Berlin, è stata realizzata in collaborazione con il Wolfgang Museum di Essen ed è la più importante retrospettiva sul lavoro di Sternfeld mai realizzata in Germania, comprendendo le serie “American Prospects”, “Sweet Earth”, “Stranger Passing” e ”On this Site”.  Proprio in quest’ultima serie l’artista ricorre a testi di accompagnamento delle fotografie in modo da contestualizzare le immagini e poiché qualunque immagine è soggetta a interpretazione, nel produrla e nel guardarla, riflette sul problema irrisolvibile dell’oggettività e dell’incompletezza di qualsiasi informazione.

Lo stesso autore dice delle proprie fotografie che sono non solo serie, illustrative e critiche, ma anche ironiche e divertenti – con una tensione freudiana che tradisce la presenza di una verità spiacevole. Piacevole è invece l’allestimento, che lascia parlare le immagini, in mostra fino al 13 gennaio, e che in linea con il lavoro dell’autore è accurato e silenzioso.

La mostra è un viaggio americano lontano dalle vie della celebrazione nazionale. Nonostante la riscoperta del colore nella fotografia artistica operata da Sternfeld, le sue immagini tolgono lo strato superficiale in favore della sobrietà, per mostrare utopie fallite, destini dimenticati e il lato in ombra della medaglia.

Joe Sternfeld / Retrospektive
10 novembre 2012 – 13 gennaio 2013
C/O Berlin 

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