This is not a coup: una proiezione sotto la BCE per criticare l’Unione Europea senza derive xenofobe

13 July 2016

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Il collegamento con il regista da Atene. Foto by William Callison

Francoforte – Ieri sera si è svolta la proiezione del documentario “This is not a Coup” di Aris Chatzistefanou. Non una proiezione qualunque ma un evento carico di valore simbolico per il luogo e per la data.

Il 12 luglio è infatti l’anniversario del firma del governo greco al terzo memorandum, la firma che segna la capitolazione del governo greco e il tradimento del risultato del referendum del 5 luglio 2015 quando la grande maggioranza dei votanti decise di dire “NO” ai programmi di austerità imposti dalla Troika.

Il documentario così ripercorre la storia delle forme di governance della crisi adottate dall’Unione Europea, in particolare concentrandosi sul ruolo della Banca Centrale Europea, che ha sede proprio qui a Francoforte. Così l’evento, organizzato da tre diverse strutture attive sul territorio cittadino – AG Solidarisches Europa – Attac Frankfurt, Assoziation Gegenwart, Marea Granate Frankfurt – è stato proiettato in una location d’eccezione.

I circa cento spettatori hanno infatti goduto del film proprio nel parco sotto la nuova sede della BCE con la torre della Banca Centrale, oggetto principale delle critiche del documentario, proprio sullo sfondo.

Per fortuna il tempo è stato clemente e ha concesso giusto il tempo necessario per l’introduzione e la proiezione del documentario. Da segnalare anche la connessione non solo simbolica con Atene, visto che tramite skype lo stesso regista ha potuto introdurre la sua opera proprio dalla capitale greca dove si era, quasi in contemporanea, svolta una proiezione.

Foto by Jonathan Klein

Foto by Jonathan Klein

Le tesi del film sono interessanti e a dir poco critiche dell’intero impianto dell’Unione Europea. Che si condividano o meno resta tuttavia un documento prezioso se non altro di cronache dalla crisi, di documentazione del modus operandi di un’Unione il cui destino sembra sempre incerto. Il titolo è più che chiaro: “questo non è un colpo di stato”, risposta all’ashtag lanciato dopo il cambio di politica di Tsipras. L’Unione Europea non avrebbe fallito ma avrebbe funzionato esattamente come avrebbe dovuto funzionare, a prescindere dalla legittimazione democratica.

Il documentario è ben fatto e gli va riconosciuto almeno il valore di aggiungere un altro tassello ad un dibattito che forse non è presente quanto dovrebbe essere: quello sulla possibilità o meno di riformare l’Unione Europea e sulle modalità in cui un’Europa dovrebbe costituirsi come soggetto politico unico.

Aggiornamento:

Per chiunque fosse interessato a vedere il documentario segnaliamo la prossima proiezione a Francoforte sempre da parte dei medesimi organizzatori. L’appuntamento è lunedì 18, alla Studi-Haus del vecchio campus universitario di Bockenheim alle 20. Qui l’evento Facebook.

[ale.gra]

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