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© John Macdougall/AFP/Getty Images

di Mattia Grigolo

Oggi è l’anniversario della caduta del Muro di Berlino. Ne abbiamo parlato anche qualche giorno fa, in occasione della morte di Günter Schabowski, l’uomo che con le sue parole e il suo errore di valutazione, cambiò la storia. Era oggi, era il 9 novembre del 1989.

La caduta del Muro fu ufficializzata formalmente il 3 ottobre 1990. Durante le settimane prima, ci fu un grande via vai, soprattutto nella notte del 9 novembre, quando, all’annuncio di Schabowski delle “frontiere libere” il muro fu “assaltato” da parte dei cittadini della Berlino Est, che scavalcarono per andare ad Ovest, a riabbracciare i propri cari.

Era oggi di 26 anni fa. Era stanotte. 

Se vivete a Berlino, oggi provate a passare davanti all’East Side Gallery, quegli unici 1,3 km rimasti ancora in piedi a ricordo di ciò che è successo e ciò che la storia non potrà mai cancellare. Andateci e avvicinatevi, al Muro. Da oggi non potrete più toccarlo, perché la galleria del lato orientale è stata messa sotto chiave, quasi letteralmente.

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© Adam Berry/Getty Images

Una rete di ferro è posizionata lungo tutta la sua lunghezza, a proteggere quel quasi chilometro e mezzo da voi. Da noi. Noi turisti, noi che seguiamo i consigli di alcuni blog turistici che spronano ad impugnare i pennarelli per lasciare il segno sulla storia. I nostri nomi ai posteri. Durante l’Italian Berlin Festival 2015 al Cinema Babylon (ne abbiamo parlato qui), è stato proiettato Localeuropa – Musica valida per l’espatrio, un documentario di Francesco Cordio, il quale segue Max Gazzé, Niccolò Fabi e Daniele Silvestri per tutta la durata del loro tour europeo. Questa una delle scene centrali dell’inizio del film:

Berlino. I tre passeggiano lungo l’East Side Gallery, si fotografano al fianco dei murales, incontrano un artista di strada italiano con il quale chiacchierano davanti alla telecamera. Si fermano, tirano fuori un pennarello indelebile, firmano il muro e se ne vanno.

In sala, durante la prima al festival, non c’erano solo italiani, ma anche diversi berliner. Il disappunto è stato forte, espresso attraverso un borbottio sommesso e offeso, ma anche la risata idiota di qualche italiano alle nostre spalle ha dettato la regolare superficialità che talvolta contraddistingue alcuni personaggi del Bel Paese.

E’ chiaro che c’è disinformazione, ai tre artisti romani e al regista non è stato detto niente. Non sono stati avvisati che il gesto è illegale. Come potrebbe succedere questo? I blog consigliano di lasciare il segno sul Muro, prima di tornare in madre patria.

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Localeuropa / Rai3 – Screenshot

Insomma, questo per dire che c’è una grande disinformazione su ciò che dovrebbe significare o semplicemente essere l’East Side Gallery. E’ un monumento, è un memoriale, è la storia di questa città, dunque è illegale compiere atti di vandalismo ai suoi danni. Non ci sono altre parole per dirlo. Non abbiamo capito chi ha deciso che quella cicatrice di Muro, quelle ultime macerie a dividere una città ormai libera (molto più libera di molte altre città d’Europa), debbano restare alla mercé di chiunque abbia un’idea banale ed irrispettosa.

E’ un peccato, questo è sicuro, perché entro la fine dell’anno verrà eretto un muretto di acciaio alto 80 cm che, presumibilmente, andrà a proteggere l’intera lunghezza. Il costo dell’operazione è stimato in 150.000 euro, spesi dal distretto di Friedrichshain-Kreuzberg. Intanto sono in atto i lavori di pulizia.

Sono 26 anni che quel tratto di Muro è in piedi. Hanno provato ad abbatterlo in tutti i modi, anche psicologicamente. L’hanno spogliato e rivestito, l’hanno pulito e l’hanno imbrattato. E’ ancora lì, nonostante i nostri nomi scritti dentro dei cuori, nonostante le Tag di writers irrispettosi, nonostante chi crede che la street art sia un gioco e invece non lo è affatto. Il serpente è ancora lì e ricorda al mondo che i muri si abbattano, ma non si cancellano le ferite.

east side gallery photo
Photo by Cristian Ştefănescu

1 commento

  1. Finalmente! Ho aspramente discusso ad Agosto con questi imbrattatori di opere d’arte che lasciavano la loro inutile firma a conferma del loro inutile passaggio. Solo 80 cm il miretto? Italiani e spagnoli lo supereranno in men che non si dica. Speriamo lo elettrifichino! Amo Berlino, che è la mia città di adozione e permettemi lo sfogo, sono indignato dall’aateggiamento spregiativo dei turisti.

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