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La startup italiana Stamplay si aggiudica l’hy! Demo

hy! demo

di Marco Vismara

Sabato si è svolto allo Stadtbad di Wedding l’evento hy! Demo che si tiene due volte l’anno nella capitale.

Per chi non lo sapesse, lo Stadtbad è una ex piscina comunale che viene oggi riutilizzata come club ed affittata occasionalmente per l’organizzazione di eventi. L’edificio conta due piscine, una spaziosa hall con un bar, salette al piano superiore ed una “boiler room” – famosa per gli eventi musicali che vengono organizzati al suo interno. Questa, però, è un’altra storia.

Chiuso al pubblico nel 2001 e dopo 8 anni di abbandono, lo spazio dello Stadtbad è stato riaperto nel 2009 per accogliere una mostra artistica. Da allora è diventato uno dei luoghi più “in voga” per l’organizzazione di mostre e nel panorama del clubbing berlinese.

Ma torniamo all’evento.

Finita la registrazione e ritirato il braccialetto con relativo badge, via alle danze: dopo un incontro con gli incubatori, ogni startup in gara può esporre il proprio progetto al pubblico, al quale spetta il compito di scegliere il miglior progetto per il premio finale – che consiste in qualche spazio sulla stampa internazionale di settore e 20mila euro di servizi offerti da Google.

hy! demo2Nella vasca centrale ci sono i vari stand di startup selezionate ed incubatori invitati – oltre allo spazio buffet ed un mini bar, ovviamente gratuito. Nell’altra vasca, invece, è stato montato un palco e sono state posizionate sedie e “fatboy” (volgarmente detti cuscinoni) così che il pubblico possa comodamente ascoltare i pitch dei partecipanti.

Ultimamente sono molto scettico quando si parla di nuovi progetti, startup e innovazione, ma devo dire che la maggior parte delle presentazioni fatte sono veramente valide e potenzialmente molto utili a tutti. Forse perché il focus non è solamente su software (apps varie) ma anche e soprattutto su hardware (dispositivi progettati per migliorare servizi già esistenti o risolvere problemi pratici).

Ognuno degli otto incubatori-acceleratori presenti (Techstars, Berlin Hardware Accelerator, hub:raum, Startup Sauna, Startupbootcamp, Axel  Springer Plug & Play, Pro7Sat1, Seedcamp) ha selezionato a sua volta 3-4 progetti che sono saliti sul palco e si sono messi sotto i riflettori aprendosi a domande, critiche, suggerimenti e perché no, complimenti da parte di un pubblico composto per lo più da blogger e giornalisti tech, startupper ed investitori.

Tutto, a cominciare dal discorso introduttivo di Robin Waulters (editor di The Next Web prima, Tech Crunch poi ed ora creatore di Tech.eu), è in inglese, con qualche ritaglio di tedesco tra un momento di networking e l’altro. Un networking genuino come spesso succede a Berlino e, purtroppo, meno in altri ambienti. Un networking tra persone sconosciute ma con la voglia di conoscersi e scambiarsi contatti per trovare, magari in futuro, uno spiraglio per delle possibili collaborazioni.hy! demo3

Dopo le presentazioni ecco le votazioni, che avvengono online raccogliendo il maggior numero di click. Nonostante in totale ci fossero non più di 5 o 6 italiani all’evento ed una sola idea proveniente dal Belpaese, la startup che è riuscita a prendere il maggior numero di voti e quindi a vincere il primo premio è proprio quella dei due ragazzi italiani Nicola Mattina e Giuliano Iacobelli, Stamplay, che permette di creare applicazioni web anche senza essere dei programmatori.

Hy! Demo è stata una esperienza in generale molto positiva, anche se devo ammettere che il format quest’anno è stato molto più europeo rispetto all’edizione precedente, dove c’era stata l’occasione di incontrare molti personaggi provenienti dalla scena statunitense. Spero nei prossimi anni di incontrarci più connazionali e di suscitare in loro, con questa testimonianza, la voglia di uscire dal nido ed aprirsi al mondo.

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