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Kreuzberg ha detto sì al suo primo coffee shop: ora tocca al Land

[© Ashton Doyle / Miss Libertine on Flickr / CC BY 2.0]
[© Ashton Doyle / Miss Libertine on Flickr / CC BY 2.0]

Il distretto ha espresso il suo parere: favorevole. La maggioranza dei rappresentanti locali di Friedrichshain-Kreuzberg, ieri, ha fornito la sua approvazione all’apertura di un Coffee Shop all’interno del Görlitzer Park. Il progetto era stato proposto qualche mese fa da Monika Herrmann (Verdi), il sindaco del distretto.

Un modo per veicolare il commercio secondo canoni più regolamentati, attraverso la vendita – solo ai maggiorenni – di sostanze controllate nella composizione e nella provenienza. Il punto vendita vedrebbe la presenza di operatori specializzati, in grado di fornire assistenza medica e psicologica ai clienti che ne avessero necessità.

Nelle idee di Herrmann, la cannabis venduta dovrebbe essere coltivata a livello locale, quasi a chilometro zero. Tuttavia, la strada per avviare un commercio di questo tipo è lunga: la discussione dovrebbe passare, prima, per vie federali, ottenendo il beneplacito parlamentare. E gli interrogativi giuridici sono molteplici.

Da oggi, però, il distretto di Friedrichshain-Kreuzberg ha dato via all’elaborazione di un progetto pilota, che sarà ideato in collaborazione con alcuni centri specialistici, che dovranno trovare la formula adatta per dare il via ad una erogazione controllata di cannabis agli avventori del negozio. Si tratterebbe del primo esperimento di questo tipo in Germania.

Dal Senato di Berlino, nei mesi scorsi, è già arrivato il primo stop: secondo Christine Köhler-Azara, che fa parte del Drogenbeauftragter, «un’eccezione legislativa per garantire l’apertura di un negozio di commercio controllato al Görlitzer Park è molto improbabile. Perché ciò avvenga, infatti, bisognerebbe cambiare la legge nazionale sugli stupefacenti».

Il punto vendita, secondo Monika Hermann, non sarà propriamente un coffee shop sul modello di Amsterdam. L’esempio da seguire non è quello dei punti vendita olandesi, «dove non non si conosce esattamente la provenienza dell’erba e non ci sono controlli adeguati».

«Al Görlitzer Park», ha spiegato la 49enne dei Verdi, che ha ammesso di non aver mai fumato una canna in vita sua. «Lì gli spacciatori sono tantissimi e invadenti. Il parco è diventato un grande centro di commerci illegali, inavvicinabile dalle famiglie. Bisogna intervenire».

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