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Dal Danubio in secca riaffiorano relitti della flotta di Adolf Hitler, affondati nel 1944

Dal Danubio in secca sono riemersi, in Serbia, i relitti di alcune delle navi della flotta tedesca di Adolf Hitler, affondate durante la Seconda guerra mondiale.

Gli scafi sono tornati visibili nei pressi di Prahovo, dove il livello dell’acqua è sceso a tal punto da lasciare scoperte alcune parti delle vecchie imbarcazioni. Alcune potrebbero contenere ancora munizioni e persino esplosivi.

Riemergono dal Danubio resti delle navi di Hitler

I relitti si trovano poco prima delle Porte di Ferro, una gola del Danubio che attraversa il confine tra Serbia e Romania. Le navi furono affondate nel 1944 dagli stessi tedeschi, in quel momento impegnati in una precipitosa ritirata.

In quella fase, infatti, la flotta tedesca del Mar Nero era inseguita dalla flottiglia militare sovietica del Danubio. Per impedire agli avversari di avanzare lungo il fiume, i tedeschi affondarono volontariamente circa 200 delle loro imbarcazioni.

Le navi furono quindi utilizzate come una sorta di barriera sul corso d’acqua e la concentrazione dei relitti proprio nei pressi di Prahovo deriva da quell’antica operazione.

I relitti sono ancora un problema per la navigazione

Una parte delle imbarcazioni venne recuperata dopo la guerra, ma molte altre, invece, rimasero sul fondo del Danubio, anche per la presenza di materiale esplosivo.

Attualmente, con l’acqua molto bassa, gli scafi delle navi affondate stanno diventando visibili e possono rappresentare un pericolo per la navigazione. Peraltro, non è la prima volta che capita qualcosa del genere. Altri relitti dello stesso tipo sono infatti già emersi negli ultimi anni, in occasione di estati particolarmente calde e caratterizzate da livelli molto bassi del Danubio.

L’Unione europea finanzia la rimozione

Per eliminare gli ostacoli più problematici è stato avviato un programma finanziato dall’Unione europea. L’obiettivo è recuperare progressivamente le vecchie navi che si trovano nelle posizioni più critiche per la navigazione e il piano comprende 21 relitti. Secondo quanto riferito dalla televisione pubblica serba RTS, sette sono già stati recuperati entro aprile di quest’anno.

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