Germania, si suicida in carcere il presunto autore della strage di Stade
È morto suicida in carcere l’uomo indagato per la strage di Stade, in Bassa Sassonia. L’uomo. 45 anni, era detenuto in regime di custodia cautelare dopo l’accusa di aver ucciso sei persone in una struttura per madri e bambini.
La notizia è stata confermata dal Ministero della Giustizia del Land. Al momento sembrerebbe escluso l’intervento di terzi, ma continuano comunque le indagini per chiarire le circostanze del decesso.
Suicida in carcere l’uomo accusato della strage di Stade
Il corpo del 45enne, apparentemente già privo di temperatura corporea, si trovava nella sua cella singola ed è stato trovato da un agente penitenziario durante un controllo di routine, intorno alle 6:05 del mattino. Il medico d’urgenza intervenuto non ha potuto fare altro che constatare il decesso intorno alle 6:29.
L’uomo era accusato di aver ucciso sei persone a colpi d’arma da fuoco, a giugno, all’interno di una struttura per madri e bambini della bassa Sassonia. Si sarebbe procurato l’arma a Berlino, sul Kurfürstendamm. Si era poi dato alla fuga, ma era stato arrestato e da allora si trovava detenuto in attesa di giudizio.
Nei giorni successivi alla strage si era parlato di una controversia legale relativa alla custodia della figlia del 45enne, di appena tre mesi, che si trovava insieme alla madre 34enne all’interno della stessa struttura. Si era parlato anche di una lite nata proprio durante un colloquio relativo a definire la situazione e nell’ambito del quale l’uomo avrebbe estratto l’arma e aperto il fuoco contro i presenti. La bambina e la madre sono rimaste illese.




