“Il Rolex e la Porsche spariranno”: il ministro Lars Klingbeil fa infuriare i neoliberisti
“E a quel punto il Rolex e la Porsche saranno già spariti”: con questa frase, rilanciata da un video diffuso sui social (soprattutto TikTok), il ministro tedesco delle finanze Lars Klingbeil ha accompagnato la presentazione del nuovo piano d’azione in 26 punti del governo contro l’evasione fiscale.
Il piano, realizzato insieme alla ministra della Giustizia Stefanie Hubig, anche lei esponente dell’SPD, ha subito dichiarato l’adozione di una linea più dura annunciata dall’esecutivo nei confronti di chi utilizza strumenti illegali per sottrarre risorse alla collettività. “Dichiariamo guerra all’evasione fiscale e alla criminalità finanziaria” dichiara Klingbeil nel video.
La frase di Klingbeil su Rolex e Porsche nel discorso sulla lotta all’evasione
Klingbeil ha inoltre aggiunto che tutti devono rispettare le regole e che chi agisce correttamente non deve essere penalizzato rispetto a chi inganna la collettività o si arricchisce illegalmente. Ha quindi sottolineato l’importanza di ampliare gli strumenti per individuare e sequestrare patrimoni di provenienza sospetta o sconosciuta.
Secondo il ministro, infatti, i beni per i quali non è possibile dimostrare un’acquisizione legale devono poter essere sequestrati e la misura è stata indicata come fondamentale, allo scopo di contrastare i criminali finanziari.
La reazione del liberale Kubicki: “Malizia populista calcolata”
Il riferimento di Klingbeil a Porsche e Rolex ha provocato una dura reazione da parte di Wolfgang Kubicki, nuovo presidente del partito liberale tedesco FDP.
In un commento pubblicato su X, Kubicki ha infatti definito le parole del ministro una forma di “malizia populista calcolata espressa dall’uomo più potente di questa Repubblica” e ha affermato che Klingbeil dovrebbe vergognarsi. Singolare, in ogni caso, è il fatto che Kubicki ritenga il ministro delle finanze il politico più potente della Germania, bypassando il cancelliere Friedrich Merz.
All’indignazione del politico liberale, che dichiara di volere un Paese in cui non si venga sottoposti a un “sospetto generalizzato” solo per aver raggiunto il benessere, si è aggiunta quella di Ulf Poschardt, giornalista e autore tedesco già direttore responsabile di Die Welt, e Hubert Aiwanger, presidente dei Liberi Elettori. Il primo ha dichiarto che “nulla corrompe la comunità più di uno Stato socialista cleptocratico e autoritario, incapace e restio a risparmiare”, mentre il secondo ha attaccato Klingbeil in modo altrettanto veemente. “È per questo che combatte così accanitamente l’evasione fiscale […], per lasciare più margine di manovra alle frodi sociali?” ha infatti tuonato Aiwanger.
Il ministero risponde: “Rafforzeremo i controlli sui patrimoni sospetti”
Il quotidiano Berliner Zeitung ha chiesto direttamente al ministero delle finanze se una reazione così accesa fosse stata prevista e se il ministro Klingbeil, con il senno di poi, avrebbe mantenuto nel suo discorso il riferimento ai Rolex e alle Porsche.
La risposta del ministero ha evitato ogni riferimento ai due brand e alle reazioni scatenate a riguardo e si è limitato a commentare gli aspetti operativi della riforma.
Un portavoce ha infatti dichiarato che la Germania intende perseguire con maggiore determinazione la criminalità fiscale e finanziaria e per questo ha bisogno di ampliare gli strumenti per l’accertamento e il sequestro di patrimoni di provenienza sospetta e sconosciuta. “I beni per i quali non è possibile fornire prova di acquisizione legale devono essere sequestrati” ha sottolineato. La frase utilizzata nel discorso di Klingbeil, insomma, serviva semplicemente a esprimere questo concetto.
Il problema dell’evasione fiscale in Germania. Fino a 200 miliardi l’anno
Intanto il problema che Klingbeil si propone di risolvere è sotto gli occhi di tutti. Christoph Trautvetter della rete Steuergerechtigkeit, sempre citato dalla Berliner Zeitung, stima che le perdite provocate dall’evasione fiscale in Germania possano ammontare fino a 200 miliardi di euro all’anno.
Secondo questa stima, circa un terzo della cifra sarebbe legato a casi di grandi dimensioni, caratterizzati da somme particolarmente elevate.




